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MAURIZIO CATANZARO, solo due anni dopo…

Il 28 gennaio 2022, data in cui nel lontano 1968, assieme ad un gruppo di studenti, avevamo fondato la GIOVANE ITALIA, movimento giovanile di destra, ci lasciava MAURIZIO CATANZARO. Allora Maurizio aveva solo nove anni, ma il suo coinvolgimento nella formazione politica fu quasi immediata: non c’era spazio per lui per ovvi motivi, legati all’età, ma nessuno poteva impedirgli di manifestare quella che sarebbe stata la sua strada negli anni futuri! Ed a modo suo cercava di dare una mano, di non restare indietro, di collaborare per diffondere gli ideali della Fiamma Tricolore, distribuendo volantini, fare campagna elettorale per il papà, candidato nella lista del MSI, e appiccicando i bollini della Giovane Italia ovunque capitava, addirittura dentro il tabernacolo dell’altare lasciando esterrefatto il sacerdote che lo aveva aperto durante la celebrazione eucaristica!

Piccoli gesti che sapevano di goliardia, che in quegli anni era forte in noi, e che ci permettevano di considerare una mascotte quel ragazzetto al quale fu affibbiato un simpatico nomignolo, FASCIO, con il quale ancora oggi lo chiamavamo. Maurizio Catanzaro fu uno dei miei atleti di punta della neonata società sportiva FIAMMA, e fu campione d’Italia a squadre nel 1973, a Rieti, nella categoria Ragazzi. Anche nella formazione di Nino Alberti, la Fiamma Tirrenica di Barcellona, (lo si vede nella foto scattata a Forlì assieme al quartetto che si classificò al quinto posto nel campionato Italiano a squadre, con mio fratello Massimo, Carlo Privitera ed il compianto Giuseppe Lanuzza, accanto ad un palo della pubblica illuminazione con il marchio del passato ventennio), fu un atleta di indubbia caratura. Dopo gli anni dello sport, divenne il tifoso più agguerrito di mio fratello e lo vediamo nella foto correre al suo fianco in una volata vittoriosa verso il traguardo ed esultare con quello che era stato il suo compagno di gara e di allenamento. Ereditò l’attività familiare di regali e casalinghi nel negozio di via Medici, e continuò il suo impegno politico, esponente di spicco nel partito che si riconosceva in Giorgio Almirante e successivamente in Giafranco Fini, che gli permise di rivestire il ruolo di leader a Milazzo e diventare riferimento per i deputati del collegio. Grazie a quella collocazione allargò i suoi contatti anche con esponenti del partito di destra in campo nazionale, che gli riconoscevano il ruolo che si era costruito in lunghi anni di militanza senza mai tradire gli ideali, in oltre cinquant’anni di politica attiva. Proprio per questo la commissione del PREMIO TERMINAL gli aveva attribuito il riconoscimento per la POLITICA, e fui io stesso a dargli la notizia il 16 gennaio, quando la sera mi chiamò per farmi gli auguri per il mio compleanno. Al messaggio su whatsapp non aveva risposto, preferiva chiamarmi per una chiacchierata, una delle solite, e gli chiesi se fosse contento del premio che gli sarebbe stato assegnato. Si mise a ridere, mi era sembrato orgoglioso di avere avuto da noi quel riconoscimento. Fui però colpito da qualche colpo di tosse e dalla difficoltà che aveva nel parlare, e gli chiesi se stesse male. Evasivo, sviò la discussione, ammettendo di avere po’ di influenza. Non volli affaticarlo, gli raccomandai di rimettersi presto e di stare tranquillo che tutto sarebbe passato… e dandoci appuntamento appena possibile.

Non erano passati nemmeno 12 giorni che il 28 gennaio mi svegliava la più tremenda delle notizie: Maurizio ci ha lasciati! Si era spento nella notte al Papardo di Messina. Ha raggiunto i suoi genitori lassù, dove ci sono anche i vecchi amici di quel partito che per cinquant’anni lo avevano visto in prima linea: l’avvocato Italo Magistri, Nino Pellegrino, Filippo Russo, Pucci Di Natale, Bartolo Currò, il dott. Calì, Peppino Orioles, il ragioniere Nino Pergolizzi, Peppe Alfano, Giovanni Davoli, Giorgio Almirante, Enzo Spada, Nino Alberti, anche quel Maestro Andrea al quale lui era affezionato fin da bambino…

Lassù, caro Maurizio, il mondo non conosce barriere, non conosce ideologie, non ha confini, e tutti verremo a trovarti quando Dio vorrà. Ricorderemo oggi, 28 gennaio, data di nascita del caro Pino Imbesi, data di nascita di quel gruppo giovanile che non abbiamo mai rinnegato, come il giorno della tua partenza: immaginiamo che sia una di quelle gare di marcia che ti videro protagonista negli anni della tua adolescenza… Questa volta hai fatto il vuoto dietro di te, e sei rimasto in testa per giungere vincitore al traguardo e raccogliere gli onori che vengono tributati agli eroi leggendari, per cingere il tuo capo dell’alloro della vittoria. Sei entrato nella storia, Maurizio, carissimo amico mio. Ti tributeremo gli onori che spettano ad un grande protagonista della nostra giovinezza e della vita politica.

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