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Messina, funerali in chiesa, si difende don Marco D’Arrigo.

IL 25 MARZO SCORSO, NELLA CHIESA DEI SS. PIETRO E PAOLO, AVEVA APERTO LA CHIESA PER ACCOGLIERE IL FERETRO DI UIN DEFUNTO…

Nessuno a Milazzo dimentica la preziosa opera pastorale di don Marco D’Arrigo che dal 2017 aveva lasciato la Chiesa del Sacro Cuore per trasferirsi alla Parrocchia dei SS.Pietro e Paolo di via La Farina a Messina su volontà dell’Arcivescovo Mons.Accolla.

Sarà proprio a lui che dovrà dare spiegazioni l’ex parroco del Sacro Cuore, poiché nella mattinata del 25 marzo don D’Arrigo accoglieva il feretro di un defunto all’interno della Chiesa per celebrare il rito dell’esequie e la benedizione della salma accompagnata pure da un assembramento di parenti e addetti del servizio di onoranze. Tutto in regola in altri tempi, ma non da quando il decreto ministeriale in materia di coronavirus vieta di celebrare i funerali.

La normativa prevede di rispettare nelle cerimonie la disposizione, lasciando la salma sul sagrato ed all’interno del carro.

Anzi fu proprio S.E. Mons. Accolla, delegato pastorale regionale per la Salute, ad ordinare lo svolgimento del rito direttamente al cimitero proprio per sottolineare il rigido controllo del DPCM.

Don D’Arrigo si difende dall’accusa spiegando di aver già dato delucidazioni al Corpo della locale Polizia municipale: nessuna infrazione, solo la necessità di accedere nell’atrio della Chiesa a causa del maltempo.

Sarà opportuno attendere i risultati delle indagini della Diocesi e del comune. Ma sul tema delle inosservanze si registrano casi non certamente isolati di sacerdoti intenti ad officiare delle Messe clandestine su pressioni di poche rappresentanze di fedeli.

 

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