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NO ALL’INCENERITORE, IN UNA DOMENICA DI SOLE…

articolo riccardo oriolesDIAMO SPAZIO A QUANTO PUBBLICATO SUL SITO www.isiciliani.it a firma di Riccardo Orioles e Ivana Sciacca. Un onore per TERMINAL avere la firma del vecchio direttore del giornalino studentesco del Liceo Impallomeni…

Tremila in piazza contro il mega-inceneritore di Crocetta e Renzi

“Chiudetevi in casa, arrivano i black block!”: decine di buoni milazzesi, il giorno prima del corteo No Inceneritore, hanno ricevuto queste caritatevoli telefonate. Il “no all’inceneritore” non era affatto scontato fra gli ambienti bene-della città, e persino fra le frange più moderate (crocettiane e renziane) degli stessi organizzatori.
Domenica 13, giorno della manifestazione, i black block non sono arrivati; in compenso, un’ora prima dell’inizio, pioveva e grandinava e tirava vento. “Ma quale corteo!” hanno cominciato a mormorare i più scettici, compreso qualche “rivoluzionario” di complemento. Ma alle ore 15, puntuale come le tasse, eccoti padre Peppe ad aprire il corteo. E ovviamente, in quel preciso momento, cessa improvvisa la pioggia e splende il sole.
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Don Peppe Trifirò, parroco di Archi, è quello che da vent’anni qui chiama la gente alla lotta. Decine di parrocchiani, ha seppellito, fra malattie polmonari e colpi di tumore: ha un conto personale, il vecchio prete, con i mostri inquinanti: e figuriamoci se vuole ammetterne un altro, il super-mega-inceneritore annunciato con arroganza da Crocetta e Renzi. “Chi inquina è un assassino – urla adesso – e pure chi dà le autorizzazioni per poterlo fare! Diciamo no alla rassegnazione, non diventiamo un’altra terra dei fuochi!”.
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In prima fila, con fascia tricolore e aria solenne, si schierano i sindaci dei paeselli intorno e persino della metropoli, Milazzo. Poi i “Decidiamo noi” con striscione, i “No inceneritore”, i ragazzi di Catania e Palermo, e tutti gli altri. Un paio di carrozzine con bambini, famiglie sorridenti, ragazze e ragazzini, gente matura, vecchi. E finalmente, a la buena de Dios, il corteo parte. “Futuro-ai nostri- figli-sì-alla vita!”, “Salute-lavoro-no-inceneritore!”.
“Vogliamo far sentire a chi sta in alto la nostra voce – ci dice la signora Federica, una del corteo – Io sono mamma di un bimbo di Chernobyl, l’ho portato via da lì e adesso mi sento doppiamente coinvolta”. “Certo, gli interessi di soldi qui sono altissimi, farci sentire è difficile, ma noi non ci lasciamo abbattere, continuiamo a lottare!”.
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Una studentessa e uno studente, dai gradini di San Giacomo, leggono con voce chiara – alla fine della manifestazione – l’appello conclusivo. “Invece di insegnarci l’educazione ambientale a scuola, dateci l’esempio concreto su come si salvaguarda l’ambiente. Ce lo dovete!”.
Un altro chiama su un sindaco, gli ficca fra le mani un documento coi punti dei manifestanti: niente inceneritore, bonifica, dar retta alla popolazione, basta ricatto del lavoro. Lui sorridendo si china, con gran solennità mette la firma. Speriamo che duri.
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Fra tutti gli interventi, ottimo quello di Olga Nassis, la promotrice – con padre Trifirò, Samadhi Lipari e pochi altri – di questa lotta. In queste settimane è stata dappertutto, coi volantini, nelle assemblee, in giro col megafono, quasi da sola. Che cos’ha detto, adesso, di tanto straordinario? Niente. Non ha detto niente. Sorridente e tranquilla, è rimasta in silenzio ad ascoltare – il suo lavoro tanto ormai l’aveva fatto – gli altri che comiziavano. Ce ne fossero, così.
Ivana Sciacca e Riccardo Orioles
www.isiciliani.it

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