NOI STRINGIAMO LA CINGHIA, MA LORO CONSUMANO… ECCOME!
Dovete staccare il caricabatterie dalla presa quando non lo usate, abbassare la luminosità dello schermo. Lavatrice solo una volta a settimana? Chiaro? Perché ogni watt conta, il pianeta non perdona, la tua piccola rinuncia quotidiana è un gesto di responsabilità collettiva.
Nel frattempo, i centri dati che reggono i grandi sistemi di intelligenza artificiale consumano a ritmi devastanti. Una singola sessione di generazione di contenuti pesa energeticamente più di qualsiasi operazione digitale ordinaria. E questi sistemi girano ventiquattro ore su ventiquattro, su scala globale, in mano a una manciata di soggetti privati.
Il famoso risparmio energetico individuale serve a spostare il senso di colpa verso il basso, mentre i grandi industriali consumano senza limiti. È esattamente il meccanismo che le industrie petrolchimiche usarono decenni fa per imporre il riciclo come responsabilità del singolo cittadino, sottraendosi così a qualsiasi obbligo strutturale.
Peraltro, è interessante notare come la nostra “civiltà” usa gli strumenti che costruisce.
Questa potenza di calcolo, con tutto il suo costo ambientale, in mano alle masse viene impiegata quotidianamente e per produrre contenuti usa e getta con video demenziali per fare reel ebeti da dare in pasto ai social network.
Mi torna in mente un raccontino di tanti anni fa: l’omelia del sacerdote che predicava ai fedeli l’astinenza dalla carne il venerdì; ed allora la perpetua, sentendo quelle parole, non cucinò il pollo ma servì solo un piatto di minestra per pranzo. Ma il sacerdote, quando vide che il suo pranzo era solo un piatto di minestra, chiese che fine avesse fatto il pollo.
La perpetua si giustificò: “Vostra Signoria ha detto di non mangiare carne il venerdì… così io ho ubbidito!”.
Rispose allora il sacerdote: “Non hai capito niente: l’omelia vale per gli altri, non per me… “.
Detto questo, Lockdown!!
W.I.
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