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NOOOO! ANCHE NELLO TERRANOVA CI LASCIA!!!

nello terranovaSI E’ SPENTO POCHE ORE FA, ANCHE LUI PER UN TUMORE… 

Nello Terranova, pilastro del Milazzo della storica promozione in serie D. Il Milazzo di don Nino La Malfa. Il Milazzo di Romagnolo, di Pippo Gitto, di Nino Avò, di Paolo Motta. Il Milazzo dei MILAZZESI. Uno come noi, uno di noi, Nello. Non mi sembra proprio possibile, amici… Un semplice messaggio sulla chat, e il compito di ricordarlo “solo come tu sai fare”. Come se fosse facile ricordare non solo un compagno d’infanzia, ma anche un fratello, un collega di lavoro, negli anni della Petrochemical… Non solo lo sportivo che faceva calcio, ma anche lo sportivo che estasiava per la sue giocate. Ecco, ricordare un amico, scrivere qualche frase per farlo sapere agli altri. Non come semplice informazione che TERMINAL effettua da anni, per ricordare a modo nostro gli amici andati via per sempre, e nemmeno le semplici frasi di circostanza. La notizia mi coglie di sorpresa… provo a saperne di più… mi si danno conferme. Ed allora viene fuori la rabbia. Nello aveva un male. Già, un male, la peste del secolo, il tumore, malattia infida e bastarda che non conosce età, che miete le sue vittime, che non risparmia nessuno, che illude e procura decine, centinaia, migliaia di cavie agli ospedali specializzati per studiare, confrontare, analizzare i risultati, provare nuove terapie, tentare con una diagnosi se si migliora o si peggiora. Rabbia ed impotenza, perchè la scienza farà la sua strada, il male sarà debellato. Ma nel frattempo se ne vanno via tanti, troppi amici! La settimana scorso la moglie di Nino Nicosia, poi Biagio Cirino, ieri il dottore Zumbo… oggi Nello Terranova… e stasera sul lungomare verrà commemorato Carmelo Gitto, amico, compagno di squadra da ragazzi di Nello… e se ci pensiamo bene, ognuno ne potrà aggiungere uno, fra quelli che ha dovuto dire “Addio, amici, vado…”. Lo stesso addio che ha dato Nello, e che daremo a lui… L’avevo salutato, nel lontano 1977, accompagnandolo a Catania, entrambi della Petrochemical. Doveva andare a Milano, e da lì in un cantiere in Algeria, mi pare. Non c’era posto sul primo aereo, i voli non erano frequenti come oggi… Aspettai con lui fino alle sette di sera… In caso, gli dissi, ce ne torniamo a Milazzo! Poi un posto in un volo, il saluto, l’abbraccio. La partenza… quindi il ritorno… dopo parecchio tempo, e ci siamo rivisti… Ecco, Nello, facciamo finta che tu sia partito per il solito cantiere… sì, così penso che sei fuori, come al solito, per lavoro. Ci rivedremo? Certo, Nello, che ci rivedremo! Quando Dio vorrà… Ti abbraccio, amico, compagno di lavoro, fratello… No, non ci fare caso, non sto piangendo… è qualche goccia di sudore, mi ha bagnato gli occhiali… C’è caldo, oggi….  E ce ne sarà tanto anche domani, alle 16, a San Papino, quando ti verremo a salutare… 

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