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QUANDO NON C’ERANO STAGE E IL CALCIO SI GIOCAVA CON PASSIONE…

CALCIO CAMBRIASCUOLE PER ADDESTRARE A GIOCARE, SQUADRE TITOLATE IN CERCA DI RAGAZZI, DIETRO PAGAMENTO. MA UNA VOLTA…

Anche le squadre del nord hanno scoperto Milazzo per gli stage estivi. Non vuole essere una polemica la nostra, anzi dovremmo essere contenti se formazioni titolate della massima serie vengono da queste parti per scoprire i talenti: bambini di cinque anni o poco più, ragazzi che amano tirare calci al pallone, costretti (si fa per dire) a giocare in campetti di una cittadina di provincia, qual è Milazzo, e che nel volgere di qualche anno potrebbero essere invitati a trasferirsi, armi e bagagli, in metropoli dove di calciatori locali ne giungono sempre meno! Un nuovo e più appetitoso giro di affari, che permette a chi vuole vendere sogni di organizzare raduni periferici sparsi per l’Italia, meglio dove l’amore per il calcio è maggiore, meglio dove la fame di impianti è sempre più nera! E trovare accondiscendenti genitori che, pagando cifre non proprio irrisorie, sperano che i propri figli possano diventare non tanto i Platini o i Maradona, ma più semplicemente i Rivera o i Mazzola, i Del Piero o i Totti, solo perchè il talent, il manager, il mister vede in ognuno di loro l’attaccante, il difensore, il portiere titolare delle migliori formazioni nazionali. Con la speranza di indossare la maglia azzurra, logicamente! In un periodo in cui anche il lavoro precario è diventato un miraggio, oggi si cerca di offrire l’ingresso nel mondo del calcio non passando dai campetti in terra battuta, come accadeva una volta, o da quelli dell’oratorio, ma da questi stage che diventano una cuccagna per gli organizzatori. Reclutamento in grande stile, pagando s’intende: un investimento sul minore che necessita di protezione più che di sfruttamento. Noi la vediamo così: saremo arretrati, contestatori, magari anche cretini, fate voi! Proprio per questo non mettiamo nessuna foto dei campi scuola che fra poco partiranno anche da noi, ma solo una foto, in bianco e nero, sbiadita, di ragazzi con tanti anni in meno rispetto ad oggi. Simbolo di un calcio che si giocava con passione, non ha prodotto probabilmente giocatori da maglia azzurra. Ma volete mettere voi la genuinità e l’entusiasmo con cui si disputavano un tempo allenamenti, trasferte e partite? 

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