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SALVATORE MILAZZO, UN CADUTO MILAZZESE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE E’ SEPOLTO IN GERMANIA

OSPITIAMO UNA LETTERA DI UNA NOSTRA LETTRICE, ENZA MILAZZO, CHE RACCONTA UNA STORIA EMOZIONANTE E DRAMMATICA AL TEMPO STESSO. LA NOSTRA CITTA’ DEVE ESSERE ORGOGLIOSA PER AVERE RITROVATO UN SUO CONCITTADINO, LE CUI SPOGLIE RIPOSANO IN UN CIMITERO TEDESCO, IN UNA TOMBA CHE RAPPRESENTA I CADUTI ITALIANI DI UN CONFLITTO BELLICO SANGUINOSO. LO STESSO COMMISSARIATO GENERALE PER LE ONORANZE AI CADUTI DEL MINISTERO DELLA DIFESA DICHIARA CHE “MAI POTRA’ VENIR MENO LA CONOSCENZA E LA MEMORIA VERSO CHI HA DONATO LA VITA PER LA PATRIA

Durante la pandemia un articolo di giornale riportava che grazie ad un’associazione e al Ministero della Difesa un soldato della seconda guerra mondiale è stato diseppellito e riportato al paese d’origine.

Da qui la mia curiosità di sapere se ci fossero notizie di un fratello di mio nonno, di nome Milazzo Salvatore, morto in Germania nelle camere a gas, così come comunicato al tempo da un amico e compaesano imbarcato con lui, al quale, conoscendo la sua sorte e consapevole del suo destino, consegnò il portafoglio, raccomandandogli, se avesse avuto la fortuna di tornare a Milazzo, di darlo alla madre e informarla della sua morte.

Così avvenne.

Nel 1947 quel signore (del quale conosco solo il nome, don Salvatore, morto 5 anni fa alla veneranda eta di 96 anni) fece fede alla promessa.

Mio nonno Stefano, saputa la notizia e in procinto di diventare papà, promise che se il nascituro fosse stato maschio lo avrebbe chiamato Salvatore in suo onore; e mio padre si chiama Salvatore.

Su un sito del Ministero della Difesa ho compilato un modulo per avere notizie più dettagliate; dopo circa tre mesi ho ricevuto una mail di risposta, in cui si certificava la morte di mio zio a causa di una scheggia di granata alla tempia, scoppiata a pochi metri da lui durante il suo trasferimento verso le camere a gas, con l’indicazione del luogo di sepoltura.

Per rendergli omaggio, assieme a mio fratello Stefano Milazzo (ultimi discendenti dei Milazzo), abbiamo deciso di partire alla volta della Germania, per rendero omaggio alle spoglie di quello zio mai conosciuto. Al cimitero di Hoendodeleben troviamo la fossa comune ed una lapide che riposta il suo nome, insieme ad altri sfortunati caduti.

L’emozione è stata grande, come le lacrime che rigavano i nostri volti. E abbiamo pensato alla gioia che da lassù avrà provato quel ragazzo di 24 anni nel vedere i nipoti, giungere in terra straniera, stare davanti alla quella tomba, e piangere per una persona che non avevano mai conosciuto! 

Adesso siamo a casa, soddisfatti per avergli reso omaggio, orgogliosi di aver saputo che quella tomba è considerata un memoriale dei caduti in guerra durante la seconda guerra mondiale, e che quello zio mai conosciuto, assieme ai suoi sfortunati compagni che riposano con lui, rappresenta tutti i caduti italiani!

… Mi chiedo e le chiedo se è possibile avere una lapide commemorativa dove ci sia il suo nome affinche ogni milazzese sappia: sarei disposta ad affrontare le spese per quello che mi è possibile, è un gesto che devo, come nipote e come ultima discendente, anche per mio padre che porta il suo nome e che purtroppo una bruttissima malattia ci ha strappato troppo presto. 

 

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