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Se ne va MICO MARZIO, e si riaccendono i ricordi!

Abbiamo casualmente saputo della scomparsa di un vecchio amico, MICO MARZIO, conosciuto negli anni della mia presenza nel Comando Vigili Urbani. Abitante a Santa Lucia del Mela, dove qualche giorno fa sono stati celebrati i funerali, anche il suo nome, come quello di tanti altri, è legato alla storia di Milazzo. Erano anni lontani ma non troppo, e ricordo ancora quel signore che aveva, assiene al fratello, un banco all’interno del mercato coperto.

Parlare oggi di MERCATO COPERTO ci emoziona e ci riporta al passato, agli anni in cui nel centro di Milazzo si svolgeva la vita economica e commerciale. Alle spalle dell’Ufficio Postale, a due passi dal Municipio, c’era la pescheria: occupò una strada nella quale il traffico veicolare non avrebbe avuto alcun senso, tranne che per reperire qualche parcheggio, e fu per decenni il nucleo commerciale di una città che, dalla pesca, traeva sostentamento. Davanti alle piccole botteghe dei venditori di pesce si trovavano i banchi allineati, rispettando una linea immaginaria che spesso veniva superata da una cesta di pescato fresco, e che a sua volta forniva agli altri lo spunto per avanzare anche di pochi centimetri, in una gara per la concorrenza, subito repressa dai vigili urbani, che avevano il compito di controllare il rispetto nell’occupazione di suolo pubblico. Sui banchi svariate qualità di pesce, spesso estraneo ai nostri fondali, si alternato a tonni, pescespada, totani, spatole, acciughe, gamberi, palamiti, polipi, vongole e cozze, o altri pesci sempre spacciati per freschi, anzi “freschissimi”! Quasi dimenticati, quelli che avevano il pregio di costituire per una moltitudine di milazzesi, le cui condizioni economiche in quegli anni non erano floride, il piatto preferito e alternativo: cefali, pesantoni, sarde, sgombri, ma anche specie denominate con termini dialettali: smidili, caponi, monacedde, sparagghiuni, pisciuzza…  In alto, tende rosse, in estate ed in inverno, sotto le quali pendevano gigantesche lampade accese in pieno giorno per illuminare e colorire le scaglie di quel ben di Dio, mentre i venditori facevano a gara, sfruttando le loro capacità vocali, per invitare la vasta clientela (per la quale il giro in pescheria era un’abitudine giornaliera!) ad ammirare e comprare quanto messo in esposizione. Erano proprio gli stessi commercianti ad offrire la loro mercanzia, anticipando le richieste dei clienti, molti dei quali procedevano confusi osservando i vari banchi, attenti ai prezzi concorrenziali più che alla freschezza del prodotto, e sperando talvolta in un ammiccamento disinteressato del venditore che li distogliesse da acquisti incauti e consigliasse un tipo di pesce piuttosto che un altro, spesso indicato con l’indice, dando l’impressione che stesse indirizzando il cliente verso l’affare!

Adiacente alla pescheria c’era il mercato coperto, all’interno del quale si vendevano prodotti alimentari di frutta, verdura, macelleria, salumi e formaggi. Rimase attivo fino a quando gli stessi titolari di licenza lasciarono progressivamente i posti occupati, vuoi per raggiunti limiti d’età, vuoi per la consapevolezza che il mercato coperto aveva esaurito il suo compito e stava cedendo gradatamente il passo alla disaffezione di una clientela che nel frattempo aveva scoperto la comodità del supermercato sotto casa e dei tanti ambulanti sparpagliati per le strade cittadine, spesso senza alcun rispetto delle regole e delle ordinanze sindacali.

Per decenni il mercato coperto rimase il riferimento di una clientela che alternava gli acquisti in pescheria senza escludere i prodotti offerti dai titolari dei banchi: ricordiamo fra questi Ciccina Composto, con la mamma e i fratelli; Salvatore Andolina, Peppino Stagno, i fratelli Impellizzeri con i rispettivi figli, quindi Pietro e Paola, Mico Marzio ed altri.

Mico Marzio è andato via da questo mondo: con lui vanno via anche quegli ultimi ricordi legati ad un passato che i milazzesi rimpiangono e che con il passare del tempo faranno parte della storia di questa città. Quelli della mia generazione, e quelli più avanti negli anni, attraversando oggi quella strada, trasformata e irriconoscibile rispetto al passato, ricorderà i banchi, il vociare, e quella moltitudine di persone; e non può far altro che rimpiangere quello che per lunghi anni fu il luogo di incontro, di una città e dei comuni vicini, ricca di storia e di tradizioni! Addio, Signor Marzio, anche lei ha scritto quelle pagione di storia di una Milazzo che vivrà nei nostri ricordi! Che Dio l’accolga nel suo regno.

TERMINAL porge ai congiunti di MICO MARZIO le espressioni del più sincero cordoglio! 

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