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TEMPO DI RIMPATRIATE ESTIVE! ECCO GLI ALUNNI DELL’ANTONELLO

Anno scolastico 79/80, istituto professionale di Stato per il commercio “Antonello”. Quegli alunni, allora giovanissimi, hanno quarant’anni in più ma poco importa: giovanissimi lo sono sempre rimasti! La loro voglia di vivere, di affermarsi, di formare famiglia, di trovare un lavoro, di essere protagonisti nella vita di ogni giorno è stata al centro di una simpatica quanto attesa “rimpatriata” alla quale sono stati invitati anche alcuni insegnanti, il prof. Giovanni Caminiti, la professoressa Misiti, il prof. Scagliusi. Persone da me conosciute, le quali mi hanno fatto giungere il loro pensiero ed il saluto; persone che ho sempre stimato e nei confronti delle quali ho nutrito affetto cercando di dare amicizia disinteressata.

E non mi meraviglio se analoga stima, affetto, riconoscenza o amicizia siano state dimostrate da quel gruppo di ex alunni che li hanno voluti fra di loro, come ospiti di assoluto riguardo, in una calda serata estiva nella vecchia piazza Perdichizzi, la mitica Sena al centro dei miei racconti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Loro, quegli studenti di 60 anni, non avevano perso lo smalto della loro giovinezza, e hanno senz’altro ritenuto che i tre insegnanti, in rappresentanza di un corpo docente ben più vasto ma probabilmente impossibilitato ad essere presente, avrebbero potuto essere gli ideali amici, anche se con qualche anno in più, ai quali raccontare le vicende di un quarantennio che, dopo la maturità, li ha visti incamminarsi su strade diverse. Rapporti di amicizia e di stima mai venuti meno: questo è il legame che consente ad alunni ed insegnanti di ritrovarsi per fare il punto e ripartire da dove si erano lasciati! La pizzeria, il ristorante, il menù, il vino o la semplice bevanda gassata rappresentano invece la scusa alla quale si ricorre per rivedersi, tutti assieme, dimenticando per una serata le preoccupazioni quotidiane, la famiglia, i figli, i genitori avanti negli anni, gli impegni…

Per una sera, seduti ai tavoli della pizzeria LA TRINACRIA, in quella SENA che racconta storie irripetibili dei bambini di una generazione nata nel dopoguerra, di famiglie umili e laboriose che trasmettevano valori e tradizioni, rispetto ed amicizia, di giochi che i ragazzai di oggi non conoscono, si sono ritrovati davanti ai menù Irene Conte, Pina Calderone, Liliana Licari, Antonella Mancuso, Nunziella Bertè, Giovanna Giunta, Maria e Melina La Malfa, Carmelina Giuffrè, Maria Rifici, Franca Russo, Anna Ragazzini. Chissà se quei menù, sfogliati alla ricerca dell’ordine da fare, hanno ricordato i libri di scuola, i quaderni, forse anche il temuto registro degli insegnanti, anche se solo per un attimo. E quegli studenti, anzi quelle studentesse, non hanno letto la lezione del giorno, il voto temuto per una impreparazione o quello meritato per avere studiato. Solo i nomi di quanto avrebbero dovuto ordinare, gli ingredienti, i prezzi… mentre il pensiero correva indietro nel tempo!

Tutti si sarebbero scoperti inevitabilmente giovani, anche se per una sera; anche se per poche ore, tutti assieme, alunni e professori, sull’onda dei ricordi e del “come eravamo”!

Auguri amici! Auguri sinceri da chi non ha mai rinunciato a incontrare i suoi compagni, a rivivere la spensieratezza di quegli anni; illudersi di essere rimasto giovane, esuberante, goliardico. A convincere anche gli insegnanti che alla fine gli anni sono passati, ma noi siamo rimasti gli stessi!

 

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