UN “INCHINO” SENZA PROCESSIONE O MAFIOSI!
LA TRISTE FINE DI UN PALO DELLA PUBBLICA ILLUMINAZIONE, ANCHE LUI “COSTRETTO” A PIEGARSI AL VOLERE… DI CHI, A PROPOSITO?
Era fiero, baldanzoso, impettito; e nel suo ruolo, gioiva tutte le sere quando, sul far del buio, rischiarava la strada a viandanti ed automobilisti.
Ieri – poverino – qualcuno lo ha costretto ad un “inchino” fino a piegarlo a 45°, facendolo sdraiare sulla siepe… ma per sua volontà mai si sarebbe inchinato davanti a chicchessia nemmeno per fare “favori” a tutti i Comandanti del mondo; il suo compito non era quello! Oggi però, ero andato proprio a rendergli omaggio, per dargli un minimo di conforto, per assicurarlo che avrei fatto di tutto per farlo rimettere in sesto a spron battuto. Ma il povero palo con le sue caratteristiche ornamentali non aveva più retto, costretto in quella posizione anomala. Sarebbe bastato che chi frettolosamente ha messo quel nastro bianco e rosso lo avesse in qualche modo puntellato evitandogli l’“affondamento” totale.
Ora, piangere sul latte versato non giova… ora ci vorranno secoli prima che venga messo in sicurezza, asportato e sistemato. Ma, ahimè, certamente dovrà essere sostituito e per lui si avvicina l’ombra dello “smantellamento”. E su tutto scenderà il… buio, nel vero senso della parola! Per chi non avesse individuato il posto, siamo in via Tindaro La Rosa, alle spalle del distributore AGIP, quello di Santo Stefano! Una riflessione: chissà perché sto facendo questi accostamenti alla ancor più sventurata Concordia anch’essa affidata in mani sbagliate. Però per essa, prima o poi, qualcuno pagherà ma in questo caso pagherà qualcuno? – Occorrerebbe troppo zelo… indagini… perizie… CTP… ecc. – Meglio soprassedere, e chi s’è visto s’è visto. Tanto mai lo sostituiranno. Ma non è il solo: è in buona compagnia, assieme a quello della Marina Garibaldi abbattuto dallo scirocco, del quale si è subito dato conto, e che ha lasciato “un vuoto che nessuno colmerà”, come avviene per gli improvvisi lutti di persone care, fra i due pali limitrofi. Poco importa, dirà qualcuno: tanto, gli ambulanti extracomunitari hanno più spazio per sistemare i loro banchi precari e provvederanno loro ad accendere qualche lampada che rischiari l’ambiente. Altri pali seguiranno la triste sorte dei loro “fratelli” o “cugini”. E non è detto che debba essere un veicolo a sbattere contro: la ruggine che corrode la base li farà genuflettere, come avviene per certe processioni davanti le case dei mafiosi o presunti tali! Ci può stare anche questo inchino: l’interessante che non cadano di colpo su chi ha la sfortuna di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato, e paghi con la vita! Allora le responsabilità sarebbero altre, e la città rischierebbe di restare al buio: perchè tutti i pali, essendo in quelle condizioni, verrebbero spenti e rimossi per evitare altri danni!
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