UNA CITTA’ CHE SI ARRENDE
E’ L’ARTICOLO PUBBLICATO SU TERMINAL DI OGGI. LO PROPONIAMO PER PERMETTERE LA LETTURA A QUANTI SIANO RIMASTI PRIVI DEL GIORNALE. QUANTE SONO LE CITTA’ CHE DECIDONO DI ABDICARE?
Amici lettori, di fronte a tanta strafottenza non sappiamo cosa pensare. Possibile che non ci sia una soluzione, che un Comando Vigili debba capitolare di fronte alle continue infrazioni, che nessuno riesca a punire o multare i responsabili? Possibile che si debba richiedere, noi in tono satirico ma i cittadini che non si sono adeguati in tono sfottente e arrogante, il ripristino della vecchia segnaletica proprio perché questa non piace o è ritenuta sbagliata? Con quali competenze possiamo affermare, tutti noi indistintamente, che un segnale stradale sia sbagliato e chiedere di tornare a quello precedente? Ci rivolgiamo alla classe politica: non sottovalutate la situazione! Si tratta di un fenomeno allarmante e inquietante! Siamo veramente allibiti di fronte alle continue infrazioni di semplici norme che regolano il Codice della Strada. Ci sembra di assistere alla resa dello Stato di fronte all’incalzare della criminalità, di fronte alle richieste di riscatto per la liberazione di un ostaggio! Qui è Milazzo ad essere ostaggio di chi non rispetta il Codice, anzi si fa beffa di esso, e oltraggia quotidianamente le leggi commettendo infrazioni a non finire che non vengono neppure perseguite! In questo foglio abbiamo dato spazio a due foto abbastanza eloquenti, che denunciano comportamenti illeciti messi in atto da semplici pedoni o da automobilisti indisciplinati! Ce ne sono in abbondanza, in una città che sembra aver smarrito la strada maestra: assistiamo sbigottiti alla guida senza indossare le cinture, o con il cellulare appiccicato all’orecchio anche durante le manovre, i sorpassi e le svolte a destra o sinistra; all’aumento di velocità in prossimità delle strisce pedonali per contendere il passaggio al pedone, che deve fermarsi per evitare di essere investito. Assistiamo impotenti al proliferare dei rifiuti, nonostante siano state recapitate bollette con importi contestati: nessuno provvede a differenziare, nessuno rispetta gli orari, i soliti noti continuano a riempire incuranti dei costi che gravano sulle famiglie sacchi neri pieni di immondizia, ristoranti e bar che scaricano a tutte le ore, nonostante ci siano precise disposizioni per il rispetto degli orari! Nessuno interviene a difesa della legalità, dell’ordine, della legge, della disciplina, come se queste parole fossero state bandite per sempre dal vocabolario. Come se la nostra povera Milazzo fosse destinata all’autodistruzione! Come se la colpa fosse sempre degli altri, e mai di ognuno di noi! Non abbiamo più riferimenti politici, non troviamo più nessuno che si intesti una battaglia per ricondurre la città nei binari della legalità, che dica basta e dia precise direttive. Nei più grandi c’è rabbia, che vorrebbe prendere il sopravvento sulla rassegnazione che paralizza e demotiva: si ha la sensazione che si lotti contro mulini a vento. I giovani che non riescono a proporre poiché hanno pessimi esempi da imitare; e anche se sono animati da buona volontà, cozzano contro il muro dell’indifferenza, dell’apatia, dell’abulia! Non è la città che avevamo sognato, quella che ci avevano lasciato i nostri padri, quella che dovremo consegnare ai nostri figli, e loro ai nostri nipoti. No, è una Milazzo che non conosciamo e ogni giorno che passa regredisce, anziché andare avanti! Non è la Milazzo in cui vivono persone perbene, ma solo tanti esseri animati dalla voglia di distruzione, a danno di chi, la minima parte, ha ancora fiducia e spera che qualcosa cambi. Giungeremo alla inevitabile distruzione se non si chiariranno i ruoli, se non si faranno rispettare le leggi, se non si daranno precise direttive! Tutti noi saremo responsabili. Ci vuole uno scatto d’orgoglio, tutti assieme. Se vogliamo il bene di questa città… Ma siamo certi che abbiamo perso tempo anche questa volta… e notiamo già l’insofferenza di quanti leggeranno questo messaggio…
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