UNO SCHIAFFO ALLA MISERIA|
OSPITIAMO LA LETTERA DI UNA LETTRICE, INDIGNATA PER QUANTO VISTO IN UN NOTO CENTRO COMMERCIALE …
Spett.le redazione Terminal,
mi rivolgo a Voi per raccontare un fatto che ha destato in me indignazione e rabbia, sperando che possiate in qualche modo intervenire, anche solo comunicando l’avvenuto, che non è poco.
Il sabato scorso, come spesso capita a tantissimi di noi, mi sono recata in un noto Centro commerciale della zona di Milazzo , per fare la spesa e per passare qualche ora sbirciando tra le offerte che i vari negozi propongono.
Tra un giro e l’altro, si sa, invogliati dai vari profumi delle gastronomie e bar, l’appetito inizia a farsi sentire.
Il banco dei preparati offre senza dubbio ghiotte alternative, ma la mia attenzione ricade su di una maxi pizza appena sfornata. Gli addetti al banco, non sapendo dove appoggiare la pietanza ancora fumante, prontamente prendono un piatto pieno ancora di pizza, in ottime condizioni e gettano il tutto nella pattumiera.
Con un semplice gesto sono riusciti a farmi venire la nausea.
Mi chiedo come sia possibile che sia permesso questo spreco, proprio adesso che la disoccupazione ha ridotto tantissime famiglie alla miseria. I media ci bombordano quotidianamente di immagini e notizie dell’attuale situazione economica.
Perchè invece di buttarlo, il cibo non viene consegnato alle associazioni di volontariato per essere dato ai più indigenti?
Basterebbe un po di umiltà ed altruismo, valori che sembra si siano persi nell’obblio, per rendere migliore la vita di tanti.
Mi auguro davvero di non dover assistere più a scene così, e spero che nel mio piccolo riesca a scuotere la mente di qualcuno.
Una semplice cittadina
RISPOSTA RAPIDISSIMA: Potremmo pensare che probabilmente la pizza buttata nella spazzatura non era buona! Sì, conosciamo già la sua replica: quindi, se non fosse arrivata la nuova pizza a rimpiazzarla, sarebbe stata venduta (nonostante non fosse buona) al primo cliente? A questo punto ci indigniamo pure noi! Ma ci indigniamo anche nell’altro caso, quello da lei descritto, mettendo da parte l’ironia
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