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VIETATO ANDARE A SCUOLA CON CAPI D’ABBIGLIAMENTO CONTRARI AL DECORO SCOLASTICO

abti-succinti VIETATO ANDARE A SCUOLA CON CAPI D'ABBIGLIAMENTO CONTRARI AL DECORO SCOLASTICOIl prof. Luigi Sinibaldidirigente scolastico dei Licei statali “Francesco Angeloni” di Terni, ha firmato una circolare indirizzata a studenti, studentesse, personale e famiglie, con la quale richiama esplicitamente l’obbligo di presentarsi a scuola con un “abbigliamento decoroso e consono all’ambiente scolastico-educativo”. Diffuso nella giornata di lunedì 27 ottobre, il documento definisce in modo puntuale le norme di comportamento e i capi non ritenuti appropriati, nell’ottica di tutelare il decoro e la funzione educativa dell’istituto.

I capi d’abbigliamento ritenuti non conformi al decoro scolastico sono infradito da spiaggia o ciabatte, pantaloni corti (consentiti solo se almeno fino al ginocchio), minigonne succinte, maglie che lascino scoperta pancia o schiena, top o canotte di qualsiasi misura, indumenti eccessivamente scollati, capi strappati o bucati che lascino intravedere la biancheria intima, abiti trasparenti o recanti scritte e immagini ritenute inopportune. Il provvedimento dispone inoltre il divieto di indossare cappelli all’interno delle aule, richiamando l’esigenza di preservare il rispetto reciproco e di garantire un ambiente educativo coerente con il ruolo formativo che la scuola è chiamata a svolgere.

La circolare invita “le studentesse e gli studenti, e tutti coloro che accedono ai locali scolastici a qualsiasi titolo, a presentarsi con abbigliamento sobrio e ordinato”.

Dice il dirigente: “La scuola è in primis un luogo educativo e formativo in cui è fondamentale mantenere un comportamento adeguato e rispettoso, anche attraverso la scelta dell’abbigliamento. È importante adottare uno stile decoroso, in linea con l’istituzionalità degli spazi”.

Parole che intendono sottolineare come il richiamo all’abbigliamento non rappresenti una semplice norma disciplinare, ma una parte integrante del percorso formativo, volto a promuovere senso di responsabilità e rispetto reciproco.

La circolare introduce anche misure specifiche per garantire l’applicazione delle regole e per intervenire nei casi di mancato rispetto. “Pertanto, per coloro che disattenderanno la norma – prosegue il testo -, i docenti annoteranno sul registro una ammonizione scritta che inciderà sul voto di condotta finale. Il Coordinatore del Consiglio di classe, inoltre, avrà cura di comunicare formalmente ai genitori dei minori il mancato rispetto delle norme”.

Le disposizioni intendono rafforzare il principio di corresponsabilità educativa, coinvolgendo tanto gli insegnanti quanto le famiglie nel mantenimento di un clima scolastico improntato al rispetto e al decoro.

Nel documento si legge inoltre che “la scelta di un abbigliamento consono all’ambiente scolastico è una forma di decoro e di rispetto nei riguardi dei docenti, di tutto il personale della scuola, dei compagni di classe, dell’istituzione scolastica. Pertanto, tutto il personale vigilerà affinché le disposizioni siano rispettate”. La scuola sottolinea così il valore educativo della regola: l’abbigliamento non viene interpretato solo come questione estetica, ma come espressione di responsabilità individuale e rispetto collettivo, in linea con i principi fondanti della convivenza scolastica.

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