SCATENARE LA PIAZZA, OVVERO L’INDIGNAZIONE A COMANDO
Per vent’anni la pseudosinistra e i governi tecnici hanno svolto il lavoro sporco che la pseudodestra non osava fare. I fatti li sapete tutti, smontare pezzo per pezzo il tessuto sociale, precarizzare l’esistenza, trasformare il futuro da promessa in minaccia. Nel mentre cianciavano di “diritti” arcobaleno per gettare fumo negli occhi.
La pseudodestra, quando è arrivata al governo, non ha ovviamente invertito la rotta, ha firmato con sigle diverse le medesime cose. Perché è un corpo unico. Una finzione.
Eppure la piazza si accende solo quando c’è la “destra”. Le rivolte, le occupazioni, l’indignazione a comando sono tornate puntuali con un esecutivo di destra, come se la devastazione fosse stata un’invenzione recente e non il lascito di una continuità ventennale. L’indignazione a comando è un riflesso condizionato del famoso “antifascismo”, un vero cancro che non permette mai di focalizzare il nemico.
Decenni di antifascismo in assenza di fascismo, per non dover essere anticapitalisti in presenza di capitalismo hanno dato i loro frutti. Basterà che torni un governo gradito alla CGIL, capace di togliere con garbo gli ultimi pezzi d’anima rimasti, e vedremo la stessa piazza ricomporsi in silenzio, rassicurata.
WI
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