MILAZZO, POLVERE DI STELLE – L’ASSESSORE VENTURINO CARAVELLO
Erano gli anni in cui le amministrazioni si succedevano anche a distanza di pochi mesi, e le crisi politiche che si verificavano con frequenza portavano a repentini cambi di alleanze: con disinvoltura si passava dal quadripartito (fu il caso dell’amministrazione Cartesio del 18/4/73, sostenuta da DC, PSI, PSDI e PRI) a giunte monocolori (la sola DC, forte delle maggioranze consiliari ottenute nelle elezioni, e spesso con l’astensione degli altri partiti). Fu il caso dell’amministrazione Ruvolo del 1977, che nel discorso di insediamento venne definita “… un monocolore democristiano fondato sull’intesa programmatica raggiunta con il PSI e con il PCI…”, o al tripartito, escludendo quindi il PRI (Giunta Cartesio del 1975).
Ma ad ogni rimpasto il ruolo di Bonaventura “Venturino” Caravello era necessario, per la continuità del mandato e per la serietà con cui operava. Da uomo politico rispettato e stimato, non fu mai al centro di attacchi da parte di avversari politici. A lui toccò il compito, nella qualità di Assessore ai Lavori Pubblici, di dare il via ad innumerevoli lavori che fecero seguito all’approvazione all’unanimità del programma di fabbricazione, avvenuto il 30 settembre 1970, assieme al regolamento edilizio. Un compito che assolse con lungimiranza ed oculatezza, permettendo alla città di Milazzo di crescere anche dal punto di vista edilizio ed urbanistico, e di conoscere un notevole impulso demografico che l’avrebbe portata verso gli anni 80.
VENTURINO CARAVELLO fu consigliere comunale per tre mandati, 1970, 1975 e 1980, e rappresentava uno degli uomini di punta della Democrazia Cristiana di quel decennio; ed a conferma delle sue indiscusse capacità amministrative, veniva spesso chiamato a far parte delle giunte comunali all’interno delle quali ricopriva incarichi di peso. Cinque volte assessore (due volte con le giunte Cartesio, il 18/4/73, e il 5/8/75; una volta, il 25/6/1977, sindaco Ruvolo; quindi altre due volte, il 7/9/78 e l’8/4/80, con le giunte guidate dal cap. Catanzaro), ebbe la delega ai Lavori Pubblici, ad eccezione della giunta Ruvolo nella quale fu assessore all’Igiene, Sanità ed Ecologia. Nelle elezioni del 1980 Caravello si presentò ancora una volta con la lista DC e venne eletto con un consistente numero di voti. Preferì ritirarsi dalla scena politica ancora giovane (poco più di 50 anni) quando comprese che molto era cambiato rispetto al decennio precedente.
Oggi chi ha vissuto quegli anni ricorda quel distinto signore che non nutriva astio nei confronti degli avversari ed era a disposizione dei cittadini, qualunque fosse il loro colore politico, esclusivamente in cambio di quei rapporti di amicizia e di stima che un tempo venivano prima di qualsiasi altra cosa. Bonaventura “Venturino” Caravello è stato un testimone della crescita edilizia e politica di Milazzo, in un periodo tristemente definito “anni di piombo” in Italia. Un politico serio, scrupoloso, generoso. Uno degli ultimi esponenti di una classe politica che ancora oggi sopravvive in pochi uomini: dei loro insegnamenti le nuove generazioni dovrebbero far tesoro.
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