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CANZONI A RICHIESTA n° 120 – L’IMMENSITA’

immensita-disco CANZONI A RICHIESTA n° 120 - L'IMMENSITA'1967, ovvero la bellezza di quasi 60 anni fa. Non sono pochi, se ci pensiamo bene. Ma per certe canzoni il tempo sembra essersi fermato. Al Festival di Sanremo di quel 1967, la 17^ edizione, quella segnata dal suicidio di Luigi Tenco, parteciparono in coppia Don Backy e Johnny Dorelli. La loro canzone era L’IMMENSITA‘, scritta da Mogol, dallo stesso Don Backy e da Detto Mariano. Musicata secondo gli schemi classici della melodia all’italiana, ancora in auge in quegli anni 60 nonostante la ricerca di innovazione, il motivo non riuscì ad imporsi nella classifica finale: ricordiamo che a vincere quell’edizione furono Claudio Villa ed Iva Zanicchi con NON PENSARE A ME. Solo dieci settimane in Hit Parade, con un piazzamento che non andò al di là del 5° posto. Ma il tempo è stato galantuomo: in questi quasi sessant’anni L’IMMENSITA‘ si è imposta come una delle canzoni più belle mai presentate a Sanremo. La sua popolarità, merito soprattutto dell’interpretazione più innovativa e meno classicheggiante rispetto alla versione di Johnny Dorelli del Don nazionale, è pari ad altri motivi che fecero la storia del Festival. Ma li supera di gran lunga in una ideale classifica dei motivi più belli degli anni 60: la versione di Don Backy tiene saldamente i posti di vertice davanti a brani internazionali interpretati da mostri sacri. Segno che il pubblico continua ad apprezzare e ad amare L’IMMENSITA’, rendendo merito a Don Backy che ancora oggi ne fornisce una interpretazione convincente e sofferta.

La canzone è nata da un’idea di Don Backy il quale, dopo una giornata cupa e piovosa, era in procinto di tornare a casa sua quando si accorse che le strade intorno a lui erano silenziose e vuote e questo gli causò un grande disagio. Giunto finalmente a casa l’artista si rincuorò subito e si mise immediatamente a scrivere il testo del brano, che terminò poi in pochi minuti. Portato poi da Detto Mariano, che in seguito ne perfezionò alcune parti e ne aggiunse alcune idee musicali, Don Backy decise di presentarlo subito a Sanremo, scegliendo come compagno di esecuzione Johnny Dorelli. La canzone racconta della solitudine di un uomo che però trova piacere nel sapere che, come dice il testo, “Per ogni goccia che cadrà/Un nuovo fiore nascerà”. Il protagonista della canzone è poi sicuro che, nonostante l’immensità del mondo, c’è sicuramente qualcuno che pensa a lui. I contributi di Mogol per il testo (che comunque è ufficialmente riconosciuto come autore) sono spesso discussi; infatti lo stesso Don Backy ha più volte affermato che Mogol non abbia contribuito quasi per nulla alla stesura del testo.

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