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ALBUM DEI RICORDI: Lillo MESSINA e l’autobotte

ANNI IN CUI LE STRADE VENIVANO LAVATE QUOTIDIANAMENTE. E ANCORA OGGI IN TANTI RICORDANO CON AFFETTO L’IMPROVVISATO AUTISTA…

Lillo Messina. In quanti si ricordano di lui? Ci pare di rivederlo alla guida di quel camion, successivamente battezzato “autobotte“, con cui girava per le strade di Milazzo annaffiandole! Era uno dei primi Vigili Urbani, il compianto Lillo, ma solo pochi, e avanti negli anni, lo ricordano in divisa! Venne presto assorbito da quell’incarico che aveva abbracciato con passione, consapevole che faceva parte della vigilanza urbana anche il mantenimento delle migliori condizioni delle strade cittadine. Non tutte asfaltate, occorre sottolineare, quindi era necessario annaffiarle costantemente per mantenerle efficienti e impedire che si sollevasse polvere! Ma negli anni 80, nonostante tutte le strade fossero state asfaltate, don Lillo, come lo chiamavano, continuava a girare con la sua autobotte, per distribuire a chi ne avesse bisogno quel prezioso liquido, o spargerlo sulle strade e assicurare la perfetta pulizia dopo le operazioni di spazzamento! autobotteC’era un caporale, all’epoca, che controllava il lavoro quotidiano dei netturbini: ognuno aveva una zona assegnata, e c’era chi si vantava che, alla fine del lavoro, per terra si “poteva anche mangiare!”. Per tutti c’erano controlli rigorosi, effettuati dallo stesso “caporale” e persino dagli assessori, e non era raro vedere gli stessi controllori che, prendendo le ramazze in mano, davano dimostrazione pratica a chi aveva accettato di fare quel lavoro, ma non sapeva come si scopasse! Alla fine passava lui, alla guida di quel bestione: per fare scivolare nelle fognature quel poco di polvere che era rimasta sull’asfalto; per rinfrescare le strade rese bollenti dalla calura estiva; per dare acqua alle piante che il signor Napoli, papà di Santino e Natalino, assieme alla squadra sempre impareggiabile di giardinieri curava con amore; e spesso, rallentando, anche per spruzzare qualche autovettura impolverata che il proprietario gli indicava facendogli un cenno che lui interpretava immediatamente. Ma il più delle volte erano i ragazzi che, parandosi davanti al mezzo e sbracciandosi, chiedevano di essere rinfrescati, dopo qualche estenuante incontro al pallone (eufemismo parlare di incontro di calcio…), o una delle solite corse a piedi scalzi sul lungomare, giocando a bandiera! E una volta fermato il mezzo, erano gli stessi ragazzi che si dissetavano con quell’acqua, inconsapevoli che le successive generazioni avrebbero preferito la bottiglietta di minerale o una più energetica bevanda… 

Quanti anni sono passati? Tantissimi, senza dubbio. Oggi certe operazioni di pulizia non esistono più, e non perchè non ce ne sia bisogno. E allora chi ha una certa età non può fare a meno di andare indietro con i ricordi, e rivedere quel signore, alla guida di quel mezzo che sembrava non avere avversari quando percorreva le strade di Milazzo! Lo guardavamo dal basso verso l’alto, e lui affacciato al finestrino era pronto a sorriderti; e quando scendeva, lo sguardo di noi ragazzini era sempre rivolto verso l’alto, stupiti per la sua altezza che svettava imponente, e grazie alla quale era stato scelto come portabandiera del gonfalone comunale. Mentre la sua bontà d’animo, la sua generosità, la sua disponibilità avevano fatto breccia. E, diventati amici, cosa che non era difficile, ci piaceva chiamarlo “zù” Lillo: come se fosse un nostro zio… 

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