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ASSE VIARIO: NON E’ OBBLIGATORIO USCIRE A PONENTE

DOPO 4 MESI DALLA NOSTRA PRIMA SEGNALAZIONE E’ STATO CAMBIATO, FINALMENTE, IL SEGNALE. UN TIMIDO TENTATIVO DI METTERE IN ORDINE L’ASSE VIARIO, CHE RIMANE PERICOLOSO E CONTRADDITORIO… 

 

USCITA PONENTE SENZA FRECCEImmaginate se ognuno avesse preso per buona quella indicazione di freccia d’obbligo orientata a destra, nessuno più sarebbe arrivato a Milazzo. Tutti in piscina a rinfrescarsi le idee. Cosa ci voleva per mettere una “doppia freccia” che consente le due direzioni di marcia? Per coprire le nefandezze e le irregolarità nel punto segnalato dalle due foto ci vorrebbe un telone intero tipo cinema con sopra impresso il divieto di imboccare quell’uscita.

Quali le irregolarità? Presto detto:

  • I cartelli sono malandati, quasi illeggibili;
  • Il guardrail è squinternato da anni, spinto a seguito di incidente, fin sotto la scarpata ed è di per se pericoloso: a) perché ha le lame contorte che offrono spigoli e profili che non sono quelli tondeggianti che devono offrirsi verso i veicoli; b) perché in quelle condizioni non consentirà mai ai veicoli di restare in carreggiata;
  • La “cuspide” – formata dalla convergenza dei due guardrail della biforcazione – non è protetta con il prescritto “delineatore di ostacolo” e si presenta, appuntita e tagliente come un rasoio, minacciosamente puntata verso chi vi si approssima.

Amara, inevitabile considerazione: Visto che tutto ciò appare anacronistico; visto che ogni segnalazione scivola via come lama di coltello sul burro; considerato che mai alcuno si è preoccupato (né mai si preoccuperà stante l’andazzo) di precedere fattivamente le segnalazioni; nella certezza che quanto si porta per DOVERE CIVICO all’attenzione viene platealmente e volutamente disatteso, ci si chiede quale potrà essere il più idoneo sistema per allertare le coscienze, evitando che modestissimi cittadini, letteralmente intrisi di spassionato, disinteressato, indiscutibile senso civico, debbano preoccuparsi di queste problematiche proprie delle Istituzioni nelle loro più svariate sfaccettature. 

Per restare nello stesso, specifico  argomento, come più volte segnalato, si rammenta che analoga considerazione va fatta per le cuspidi di tutte le biforcazioni dell’Asse, laddove i delineatori di ostacolo sono stati “maciullati” da incidenti, senza mai essere stati sostituiti. La soluzione – da “presa per i fondelli” –  è stata quella di riporre i resti di questi presidi di sicurezza dietro le cuspidi e sono là in bella evidenza per tutti: magari si sarà ritenuto che avrebbero assolto in qualche modo alla loro funzione. Madornale errore! La segnaletica non va rabberciata! Deve essere sostituita e, andando per iperboli, “ancor prima che si danneggi” … cioè “ieri e non dopo”.

Ma non è tutto! Siamo curiosi di conoscere qual è la discriminante che determina la differenza di velocità Max consentita fra la carreggiata dell’Asse verso Corriolo (80 Km/h) e quella da Corriolo a Milazzo (60 Km/h), considerato che le due carreggiate sono in tutto “gemelle” in quanto affiancate e non può esservi difficoltà tecnica intrinseca che le differenzi l’una dall’altra, velocità Max compresa. Ed ancora: perché il limite di velocità della rampa di accesso da Via Gramsci verso Corriolo (40 Km/h) non ha la dovuta precisazione “sulle rampe” – come di solito accade – al punto che per tale omissione quel limite deve essere osservato per altri due chilometri, cioè  fino a che non si incontra il cartello di 80 Km/h? Cui prodest? C’è un motivo recondito oppure manca la precisazione?

Continuiamo a ripetere che giorno verrà in cui qualcuno finirà col piangere. E volendo rammentare qualche proverbio: “Uomo avvisato è mezzo salvato”, oppure detto alla milazzese “ ’cù si vaddò, si sabbò ”. Per tutto il resto che ANCORA attende, bastano le sei tappe del tour dell’Asse Viario (interrotte buscamente per incidente stradale che ha acceso i riflettori sulla pericolosità dello stesso), purtroppo già datate e decine di segnalazione DEGNE DI MIGLIOR CONSIDERAZIONE

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