CANZONI A RICHIESTA n° 111 – IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK
Il ragazzo della via Gluck ha sessant’anni. Presentata da Adriano Celentano al festival di Sanremo 1966, fu sonoramente bocciata dalle “competentissime” giurie che in quegli anni avevano il compito di giudicare lasciandosi influenzare dalla popolarità dei nomi e delle canzoni in cui a prevalere erano le rime cuore – fiore – amore.
La canzone, scritta da Luciano Beretta, Miki Del Prete e dallo stesso Celentano, è biografica: la via Cristoforo Gluck esisteva ed era a pochi isolati dall’abitazione che il cantante occupava con la famiglia. Dal testo emerge il nostalgico rimpianto di un mondo perduto, quello dell’infanzia e di parte dell’adolescenza, cioè fino a quando Celentano dovette lasciare il quartiere d’origine per andare a vivere in centro, in casa del fratello. Il brano costituisce un superamento da parte dell’artista del ruolo di “urlatore” che lo aveva definito fino a quel punto, nonché uno dei primi tentativi di confrontarsi con tematiche più impegnative, in particolare quella ambientalista, prefigurando una sostanziale rottura rispetto al passato.
Nonostante l’esclusione dal Festival, il successo di vendite del 45 giri fu immediato: il disco raggiunse il secondo posto nella classifica della hit parade nel 1966 e nel 1967, risultando il 10º più venduto nel 1966 e suggerendo a Celentano e al suo Clan l’idea di pubblicare un album con lo stesso titolo.
È diventata nel tempo una delle canzoni più note di Celentano ed anche una delle più rappresentative, sia per i molti riferimenti autobiografici che per l’introduzione della tematica ambientalista che il cantante riprenderà in molte sue prese di posizione e in altre canzoni.
Il ragazzo della via Gluck ha continuato ad avere successo coinvolgendo varie generazioni. In questo brano sono presenti due delle caratteristiche dello stile di Adriano Celentano: il passaggio da un tono vocale acuto ad uno grave, che serviva a far sorprendere lo spettatore ma anche a strappargli un sorriso comico, e (trovata geniale di questo brano) la riproduzione dei suoni solitamente associati agli elementi del brano, con gli strumenti, per far entrare l’ascoltatore all’interno dello stesso; ad esempio, quando Celentano parla del treno viene riprodotto il fischio del treno da un fischietto a coulisse.
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