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CANZONI A RICHIESTA n° 115 – TE LO LEGGO NEGLI OCCHI (Dino)

dino CANZONI A RICHIESTA n° 115 - TE LO LEGGO NEGLI OCCHI (Dino)Assumere un nome d’arte era quasi un obbligo per i cantanti, un tempo; e spesso i fans dimenticavano il nome di battesimo. Questo non vale per DINO, al secolo Eugenio Zambelli, di Verona, il quale usa un nomignolo con cui veniva chiamato da ragazzo in casa; anzi, è proprio con questo nome che lo troviamo su Facebook, ed io ho l’onore di averlo tra i miei amici.

Dino, in forza alla RCA dal 1963, nel 1964 incide il suo secondo disco con l’etichetta ARC, e ottiene un successo che supera quello ottenuto dal precedente, ERAVAMO AMICI, con cui aveva partecipato vincendo alcune tappe al Cantagiro. Si tratta di una stupenda canzone d’amore scritta dalla coppia Bardotti / Endrigo, e come in tutte le canzoni del cantautore istriano è la melodia ad affermarsi, a rendere popolare un ragazzo di sedici anni. Te lo leggo negli occhi è il titolo del brano, con la partecipazione dei Cantori Moderni di Alessandroni (cori) e l’orchestra diretta da Ennio Morricone. La canzone partecipò al Festival delle Rose 1964, classificandosi al terzo posto.

Endrigo racconta che aveva scritto la musica in un albergo una notte a Napoli, dopo aver partecipato, con Achille Millo e Lilian Terry, ad una trasmissione televisiva dedicata alle canzoni di George Gershwin. Poi Bardotti compose il testo. L’interpretazione di Dino fu molto apprezzata da Endrigo tant’è che non realizzò mai una sua versione. In un’intervista aveva infatti dichiarato:«La versione di Dino era perfetta, cosa avrei potuto aggiungere io a quel brano?». È una canzone sentimentale che narra di un rapporto che a parole vorrebbe dirsi concluso ma che, invece, si continua ad alimentare con lo sguardo reciproco, che dà ancora prova d’amore sincero. La canzone fu riproposta da Franco Battiato nel 1999. Ma Dino aveva fatto centro: molti vedevano in lui un talento, con le carte in regola per diventare uno dei personaggi più apprezzati del panorama musicale italiano in quella prima metà del decennio, alla pari con altri giovani terribili i cui nomi sono Gianni Morandi (che nel 1964 aveva già venti anni), Rita Pavone e Bobby Solo (che di anni ne avevano 19), Gigliola Cinquetti (17 anni). Il tempo avrebbe giocato a suo favore? Sembra proprio di sì…

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