CICLONE HARRY, RILEVATA UN’ONDA DI QUASI DICIASSETTE METRI!
Da Palermotoday
Ben 16,6 metri: è questa l’altezza da record di un’onda rilevata durante il passaggio del ciclone Harry sulla Sicilia nel Mediterraneo, precisamente nel Canale di Sicilia. A registrare il fenomeno – che non ha precedenti in questo mare – è stata una delle boe dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) piazzata proprio in quel punto.
Il dato di Harry, come viene spiegato da Francesco Nucera su 3bmeteo.it, supera i picchi massimi riportati per la tempesta Gloria (circa 14,2 metri nel gennaio 2020 alle Baleari). E precisa: “È un confronto tra onde massime (Hmax), non vuol dire che il mare, in media, fosse più alto. Vuol dire che dentro un mare già molto agitato è comparso un picco eccezionale. In questo senso, i 16,6 metri raggiunti sono un valore da record come onda massima registrata. Quando però si parla di record in modo ufficiale e comparabile tra eventi, la grandezza di riferimento è spesso l’onda significativa (Hs), perché descrive l’energia reale e persistente della mareggiata”.
La gigantesca onda come spiega ancora è l’esperto è stata determina da un “incastro di ingredienti, cioè vento forte e persistente, grande differenza di pressione, fetch importante e soprattutto molte ore di stress, che fanno crescere e organizzare il moto ondoso”. E aggiunge: “Nelle mareggiate non è pericoloso solo il mare grande, ma anche quello che ogni tanto tira fuori l’onda enorme. Negli oceani, dove vento e fetch possono lavorare per giorni e su distanze immense, i numeri possono diventare ancora più impressionanti, con onde massime che possono superare anche i 20 metri. Il Mediterraneo non è un laghetto e quando un ciclone è ben organizzato e persistente, il mare può diventare davvero estremo”.

L’altezza delle onde rilevate durante il ciclone (Foto 3bmeteo.it)
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