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DE PROFUNDIS PER IL PALISCHERMO

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il palischermo che giace “defunto” a piazza San Papino va recuperato? La considerazione più ovvia è la seguente: chi lo ha esaminato non si rende conto di come sia stato costruito un palischermo, nè delle modalità costruttive particolari.

Da giovane seguivo Don Fano, Maestro d’ascia che i palischermi li costruiva, e non solo per la Tonnara di Milazzo, ma anche per quella di Patti San Giorgio, e per la Tonnara del Barone D’Amico, Nei resti dei barconi, nella parte centrale, c’è anche la firma di don Fano scolpita nel legno!

Tentare di ripararlo è una follia: si spenderebbero più soldi e converrebbe realizzarlo di sana pianta! Ma a chi si potrebbe affidare una simile artistica costruzione se si considera che i Maestri d’ascia sono purtroppo tutti defunti? E quale legno si dovrebbe usare? E i chiodi di ferro chi li rifarebbe? 

Non sarebbe più semplice andare a Noto o in altra località siciliana dove certi palischermi si trovano facilmente ed attivarsi per poterne portare uno a Milazzo. Non credete che sia troppo tardi riesumare un cadavere pensando che possa tornare a vivere? ma soprattutto, perchè nessuno ci ha mai pensato prima? O non è mai passato a nessuno per la testa che quello di Piazza San Papino, appena lo si imbraca, si sfascia del tutto perchè le parti portanti sono irrimediabilmente spaccate?

NINO T.

 

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