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DIAMO L’ADDIO A PIPPO SILIPIGNI, CHEF DELLA PRIMA ORA DEL BAR CASTELLI

Si è spento nella giornata di ieri, venerdì 17 maggio, a Pace del Mela dove aveva stabilito la propria abitazione, GIUSEPPE SILIPIGNI, che abbiamo definito, nel titolo, CHEF DELLA PRIMA ORA. E sono tanti i ricordi che mi legano a Pippo Silipigni, nel confronti del quale c’è stato sempre un senso di rispetto sin dal suo arrivo, da Messina, a Milazzo, verso la metà degli anni 60. Fu mio padre, che lui sempre chiamò Maestro per riconoscergli quella superiorità mai negata, che lo volle al bar Castelli di allora; e dopo di lui, volle dare una impronta di professionalità al bar facendo venire, sempre da Messina, il Maestro Pasticciere Salvatore Indelicato, per formare un quartetto di eccellenza con il quarto uomo, un giovanissimo Santino Calascione alla salumeria.

In molti fra coloro che praticavano quel lavoro che PIPPO SILIPIGNI portò avanti per anni (aveva trent’anni quando giunse a Milazzo e si fece apprezzare come chef, termine straniero usato per la prima volta per lui), già dalla seconda metà degli anni 50 vedevano nel bar Castelli un centro di attrazione e il ritrovo di una clientela sempre crescente e variegata, per cui erano tanti i ragazzi che chiedevano di essere assunti, appena giunta l’età per lavorare (fissata in quegli anni in 10 anni!): dal semplice ragazzo per le consegne a domicilio, all’apprendista banconista, al lavorante in pasticceria, al gelatiere, al cameriere ai tavoli, per apprendere un mestiere. Ed attorno a papà sono cresciuti i vari Pippo Sergente, Nino Milone, Nino Maiorana, i fratelli Franco e Turi Salmeri, Tindaro Sergente, Vincenzo Cambria e suo fratello Sarino, quindi Vincenzo e Mario Salmeri, Carmelo Maisano, Pippo Santangelo, Sarino Alioto, Franco Salamone, i fratelli Romagnolo, figli di Sarino, e tanti altri, tutti più o meno ribattezzati con soprannomi curiosi e simpaticissimi affibbiati il più delle volte dalla clientela.

Valente professionista, Pippo Silipigni negli anni del boom economico diede un notevole impulso alla gastronomia, alla gelateria, alla pasticceria. Quindi, a seguito della chiusura della vecchia gestione, continuò mettendo la sua superiorità a disposizione di altri.

Leggere che è andato via per sempre, avere la conferma che è proprio lui, non risveglia soltanto i miei ricordi, ma suscita un’emozione nel ripensare a quegli anni favolosi quando quel giovane arrivò da Messina per mostrare la sua arte e metterla a disposizione di chi amava le novità: basti ricordare la torta nuziale che andava per la maggiore in quegli anni, che ricordava la Torre Eiffel, e nella foto che mostriamo lo chef Silipigni è a sinistra con il tipico cappello dei cuochi.

Sono in pochi a restare di quella vecchia guardia, e in pochi continuano, anche se giunti al Bar Castelli con i pantaloncini corti, anche se hanno da un pezzo superato l’età per la pensione, a divertirsi destreggiandosi nell’arte pasticciera che hanno voluto trasmettere anche a chi ha voluto seguirli per apprendere i segreti: un lavoro oscuro per chi passa ore ed ore chiuso all’interno dei laboratori dei bar, ma ricco di soddisfazioni per il locale che deve spesso la sua popolarità alle gustose delizie preparate da Maestri gelatieri che nel corso degli anni sono riusciti a testimoniare con i fatti una passione mai venuta meno. E lo chef PIPPO SILIPIGNI, che al Bar Castelli non è arrivato con i pantaloncini corti, era uno della vecchia guardia, ed ha avuto un segno di rispetto anche per chi aveva creduto in lui, e la consapevolezza di non avere deluso le attese del vecchio Maestro. 

CI UNIAMO AL DOLORE DEI FAMILIARI IN QUESTO MOMENTO PARTICOLARE CHE ACCOMPAGNA LA PERDITA DEL MAESTRO PIPPO SILIPIGNI, I CUI FUNERALI SARANNO CELEBRATI LUNEDI’ 20 MAGGIO ALLE ORE  16.30 NELLA CHIESA DEL SS. SALVATORE A PACE DEL MELA.

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