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DRESDA, COME TI RADO AL SUOLO UNA CITTA’… ma non se ne parla!

All’alba del 13 febbraio del 1945 i bambini di Dresda erano felici, era il primo giorno di carnevale, con impazienza attendevano la sera per le innumerevoli manifestazioni comunitarie in tutta la città.

Sino a quel momento la Firenze dell’Elba era rimasta indenne dagli eventi bellici che imperversavano in tutta Europa; forse ci si illuse che la ricchezza culturale della città, unica per la sua moltitudine in tutta Europa, sarebbe stata risparmiata.

Addirittura, le batterie di difesa aeree di Dresda erano state trasferite a est per combattere l’avanzata dell’Armata Rossa. L’ultima batteria pesante contraerea lasciò Dresda nel gennaio 1945. Dresda era indifesa, con i suoi 642’000 abitanti e oltre 500’000 profughi in fuga dall’orda rossa. 

Alle 22.13, nel pieno dei festeggiamenti carnevaleschi, 800 bombardieri Lancaster della RAF, iniziarono a scaricare migliaia di tonnellate di bombe ad alto esplosivo, dispositivi incendiari e contenitori di fosforo. 

In 15 minuti, la perla dell’Elba sparì dalle cartine geografiche.

Neppure tre ore dopo una seconda ondata composta da oltre 500 bombardieri Lancaster colpì nuovamente, annientando scientemente i soccorsi in corso dopo la prima ondata e colpendo il Grosser Garten, il grande giardino ove gli scampati alla prima ondata si erano rifugiati.

Non solo, i caccia P-51 Mustang, passati i bombardieri, mitragliavano tutto quanto si muoveva lungo le rive dell’Elba e nel Grosser Garten la notte era illuminata a giorno.

Quanto non bastava, dopo altre due ondate di un migliaio di bombardieri B-17 della USAAF, il 14 febbraio in pieno giorno e il giorno successivo, di Dresda non restava un solo mattone sopra l’altro.

Nel 1955 Konrad Adenauer, Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, dichiarò: “Il 13 febbraio del 1945 l’attacco alla città di Dresda, sovraffollata di profughi, provocò circa 250’000 vittime”.

La Croce Rossa Internazionale stimò il numero dei morti in 275’000, ma verosimilmente le vittime reali si avvicinino alle 500’000.

Ancora negli anni cinquanta, nella rimozione di detriti e rovine, si arrivò a degli scantinati con centinaia, a volte migliaia di morti, semplicemente polverizzati dal calore del Feuersturm.

Un’azione che non aveva alcuna rilevanza militare, ma che era una chiara azione di implementazione del Piano Hooton e Morgenthau di cui gran parte dei contemporanei ignorano l’esistenza.

Ovviamente, di questa eroica impresa dei “liberatori” è raro che possiate trovarne riscontro sui libri di storia o spazio in televisione.
Metti il caso che il padrone si dovesse risentire.

OC

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