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GUERRA RUSSIA – UCRAINA: IL TRIONFO ECONOMICO DELL’ASIA

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La decisione del Cremlino di far pagare il gas russo solo in rubli era una cosa prevedibile per le autorità politiche internazionali. Tale decisione non è stata “solo” presa per supportare il “rublo” sul mercato dei cambi: essa va letta unitamente alla proposta saudita di vendere il proprio petrolio in yuan e non in dollari. La guerra in Ucraina è la conseguenza del tentativo di “dedollarizzazone” dell‘economia mondiale.

Quando Vladimir Putin intervenne in Siria, solo in pochi si chiesero perché era intervenuto in quella che era stata una delle provincie imperiali romane più ricche e nota per essere una delle due “porte” terrestri di accesso alla Persia. E trovarono una spiegazione: l’economia americana vive, prospera e si alimenta non tramite le proprie aziende ma sulla circolazione mondiale del “dollaro”. La Federal Reserve (banca centrale americana) può stampare una quantità di dollari non corrispondenti alla domanda interna, senza incorrere in problemi di “INFLAZIONE”, dal momento che il petrolio viene comperato e venduto esclusivamente in “DOLLARI” in tutto il mondo. Ma se l’acquisto e la vendita del petrolio non venisse più regolato in dollari ciò determinerebbe il collasso economico degli Usa dal momento che la domanda mondiale di “dollari” crollerebbe. Ipotesi fantasiosa ed inverosimile per la maggior parte, ma da non escludere se l’economia mondiale vuole affrancarsi dal dollaro!

Sovrapponendo la mappa dell’antico impero persiano di Ciro il grande con la mappa della vecchia CCCP, ci si rende conto che la CCCP aveva assorbito almeno 1/3 della Persia storica (non a caso la conoscenza della lingua e cultura persiana, l’uso del the e degli scacchi sono elementi fondanti della  cultura russa). La Russia era intervenuta in Siria in soccorso dell’Iran con l’intento economico di far diventare l’Iran nazione leader nel mondo mediorientale e di controllare insieme a Lei, direttamente e indirettamente, tutte le riserve mondiali di petrolio. Controllando le riserve mondiali di petrolio si può decidere di vendere il petrolio chiedendo come pagamento una valuta differente dal dollaro, ad esempio in “Yuan” cinese.

L‘unione Euroasiatica (formata da Iran, Russia e Cina e paesi alleati) di Vladimir Putin è destinata a diventare la più grande unione economica, politica e militare del mondo. La Nato e gli Usa hanno perso definitivamente in Medio Oriente e la crisi ucraina è scoppiata dopo il definitivo ritiro americano dall’Afghanistan. Che gli USA con Biden cerchino di alimentare una guerra lontano dal loro territorio solo in pochi lo hanno capito, e le ultime frasi pronunciate dal presidente americano contro Putin non fanno altro che gettare benzina sul fuoco! Se lo scopo è quello di irritare il nemico, gli basta solo prendere il microfono in mano e lasciarsi andare, senza misurare le parole, inopportune e provocatorie: a che serve cercare di modificare il contenuto a chi, dagli USA, capisce che un conflitto mondiale sarebbe la fine dell’umanità?

La frase immortale di Tacito, mai prima d’ora attuale, sintetizza meglio di tante parole la situazione in cui si versano gli Usa e l’Ue di oggi: “Maneat quaeso duretque gentibus si non amor nostri at certe odium sui, quando urgentibus imperii fatis, nihil fortuna maius potest quam hostium discordiam (… e prego che così continuino in quei popoli, se non l’amore nei nostri confronti, almeno l’odio tra di loro, dal momento che ora che si profila un minaccioso destino sull’impero, nulla di meglio la fortuna ha da darci se non la discordia fra i nostri nemici”, Tacito, Germania),

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