I SONDAGGI LASCIANO IL TEMPO CHE TROVANO: MAI FARE I CONTI SENZA L’OSTE
Premesso che siamo contro quelle rilevazioni statistiche condotte senza l’intervento fondamentale di statistici, non prendiamo per buoni i sondaggi che oggi tutti si inventano pur di stimolare il commento o condizionare, in casi come questi, gli elettori: la mia preparazione e l’esperienza nel settore mi hanno insegnato che non bisogna avere fiducia in chi si improvvisa rilevatore, dando l’ampia diffusione ai risultati ottenuti. In passato ho fornito ampie prove anche a chi non credeva che certe previsioni, condotte seguendo determinati criteri, si sarebbero verificate, meravigliando persino gli addetti ai lavori nonché i politici stessi. Nonostante tutto, ci sembra doverosa di pubblicazione l’analisi condotta da Maurizio Marchetta, e fatta dopo l’ennesimo sondaggio di cui si parla. In fin dei conti, il lavaggio di cervello funziona: ed è quello che vogliono…
di Maurizio Marchetta
Sarebbe interessante se qualcuno facesse i conti veri in vista delle prossime elezioni politiche. La sinistra esulta perché Meloni sembra non volere Vannacci come alleato, ma sottovaluta due fattori cruciali.
Primo: il possibile ritorno di Grillo che, in pochi mesi, potrebbe imbastire un movimento capace di rosicchiare voti sia al M5S sia all’area progressista.
Secondo: la posizione di Calenda, il quale ha dichiarato che non si alleerà mai con il “campo largo” finché ci sarà Giuseppe Conte. Sarà vero ?
Basta con le somme aritmetiche: bisogna fare i conti con la realtà delle alleanze. La mia previsione è che, a queste condizioni, nessuno dei due schieramenti principali arriverà al 42%.
Non a caso, Meloni ha cercato di spingere per modificare le regole sul premio di maggioranza.
Chissà cosa accadrà più avanti. Io avrei le idee chiare su cosa fare; e voi?
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