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IL GIALLO? O E’ MEGLIO IL ROSSO? STA A NOI SCEGLIERE…

MOVIDA SOTTO TORCHIO E LAVORO SOTTO SCACCO!

Mese di marzo che inizia malissimo nella “malamovida” milazzese messa sotto torchio. Blitz dei Carabinieri della locale compagnia in azione nella serata di domenica, per contrastare la movida molesta. Già alle 19 i militari dell’Arma erano nel piazzale di via Cumbo Borgia, alle spalle del Cinema Liga, per controlli repressivi a seguito delle ripetute segnalazioni dei residenti esasperati che lamentano disagi e disturbi alla quiete pubblica. 

I due equipaggi del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri hanno intensificato l’attività di controllo capillare del territorio con la sorveglianza in prossimità dei locali, nei pressi dei quali si radunano giovani e giovanissimi anche dei comuni vicini.

L’operazione ha portato a una raffica di verifiche di identificazione personale dei ragazzi.

Nelle operazioni del week end è stata messa in atto particolare attenzione per verificare il rispetto dei protocolli da parte di attività ed esercizi pubblici, il cui lavoro è ormai sotto scacco. L’inosservanza delle regole e i frequenti assembramenti non risolvono i gravi problemi economici, anzi rischiano di penalizzare maggiormente l’intera categoria: se l’intera filiera è in agonia, senza sussidi per un esercito di persone che ruota attorno all’industria che muove il divertimento, non è detto che riempiendo i locali, dentro e fuori, di avventori, si possano recuperare migliaia di euro forzando la mano o sperando che tutto vada bene. L’impennata dei contagi, nonostante la fascia gialla, fa paura. Se poi non ci accontentiamo del GIALLO e vogliamo il ROSSO, basta solo fornire il motivo a chi non vede l’ora NON DI RIAPRIRE ma di CHIUDERE. E, credete, c’è chi non aspetta altro! Gli interessi in gioco sono due e devono conciliarsi: da una parte la salute di ogni singolo cittadino, dall’altra il lavoro e l’impresa in sicurezza.

Un pizzico di buonsenso non guasta: solo così questa fase potrà davvero essere l’anticamera di un ritorno alla normalità piuttosto che il passaggio a fasi sempre più repressive, in una spirale che non avrà più fine!

G.L. 

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