IL VANGELO DI DOMENICA 3 MAGGIO ed il suo commento
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 14,1-12
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
Parola del Signore.
COMMENTO:
Una lettura superficiale di questo brano può far perdere il suo significato veritiero. Gesù si rivolge ai discepoli e li esorta a non essere tristi per il fatto che presto sarà tradito ed eliminato, ma li invita ad avere fiducia in Dio e quindi in Lui. Ed ecco una frase un po’ difficile da comprendere. “Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore”.
Cosa significa? Innanzitutto occorre fare una premessa: il termine “casa” indica la personalità di un individuo. Nella parabola della casa costruita sulla roccia (Mt.7,24-28), indica la personalità di un soggetto costruita su solidi principi. Chiarito il significato di “casa”, conviene fare la parafrasi del versetto in questione. Nella casa, ossia nella personalità, nell’intimità, nel cuore del Padre mio, vi sono molte dimore, cioè molti posti per tutti. In altre parole, nel cuore di Dio c’è posto per tutti perché il suo amore è elargito ampiamente. Dio vuole che tutti stiano in intimità con Lui come un buon Padre che ama i suoi figli. Se ribaltiamo la frase, risulta così: il Padre viene a dimorare, a risiedere, in molte case cioè nel cuore di molti figli. Il Padre ha a cuore i figli e i figli hanno il Padre nel loro cuore. Un matematico direbbe che cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. I versetti difficili però, non sono finiti… infatti Gesù dice: “Vado a prepararvi un posto. Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io, siate anche voi”. In passato si pensava che questo benedetto posto preparato da Gesù, era il Paradiso… cosicché, quando il prete leggeva la frase “verrò di nuovo e vi prenderò con me”, molti facevano gli scongiuri e pensavano: che mi venga a prendere il più tardi possibile, il Paradiso può attendere. Il posto in questione è il cuore del Padre quindi il senso della frase è questo: come Gesù ha un posto privilegiato nel cuore di Dio, così anche noi. Si ribadisce con altre parole che la forza vitale e amorevole di Dio è per tutti nessuno escluso. Ma ecco che appare Tommaso, un uomo intelligente che vuole comprendere meglio e chiede: qual è la strada che ci porta alla comunione col Padre? E Gesù risponde: “Io sono la via, la verità e la vita”. Cioè avere fede-fiducia in Gesù ci fa trovare la via, la strada, il percorso di vita da fare per entrare in sintonia con la forza vitale e amorevole che chiamiamo Dio; il suo messaggio di bene e di giustizia è giusto e ciò che è giusto è anche vero. Non si tratta di teorie astratte ma di azioni concrete, di amore realizzato. Quindi la verità è un’azione positiva con finalità benevole. “Fare il bene è la più grande bellezza e la più grande verità” (Vito Mancuso). In altre parole la verità non è solo parlare corretto, ma è principalmente un’azione di giustizia che dona pienezza alla vita e mette in sintonia col Sommo Bene che Gesù chiama Padre. Ma come si fa a conoscere il Padre? E Gesù risponde: “Chi ha conosciuto me ha conosciuto il Padre, io e il Padre siamo una cosa sola”. Tutto chiaro? Forse sì, ma non per tutti, infatti tra gli ascoltatori di questi discorsi c’è un certo Filippo, un uomo pragmatico che non ama le elucubrazioni astratte ma le cose concrete, quelle da toccare con mano…e senza tanti giri di parole, chiede a Gesù di trovare il modo di mostrargli concretamente, Dio. Di fronte a questa domanda Gesù apre le braccia, perché Filippo proprio non ha capito e dice pressappoco così: vedi caro Filippo, se io faccio opere di bene è perché il Padre mio, e quindi vostro, è dentro di me e agisce attraverso me. Accogli me e sarai Figlio di Dio anche tu e potrai fare opere di bene, magari più grandi delle mie. Potrai rispondere ai diversi bisogni dell’umanità che cambiano nel corso della storia. MARIELLA RAPPAZZO
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