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IL VANGELO DI NATALE, a cura di Mariella Rappazzo

CONTINUA la nostra rubrica affidata a Mariella RAPPAZZO, che per noi commenta il Vangelo. Oggi è Natale, per cui ai suoi auguri associamo i nostri. 

Dal Vangelo secondo Luca Lc 2,1-14

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

COMMENTO AL VANGELO DI LUNEDI 25 DICEMBRE 2023 (Lc.2,1-14)

I 4 Vangeli non sono la cronaca giornalistica della vita di Gesù, ma sono la sua biografia teologica. I racconti della sua nascita, presenti solo in Matteo e Luca, non sono la cronaca puntuale di ciò che è avvenuto, ma la profonda riflessione teologica della prima comunità cristiana alla luce della Risurrezione. Luca scrive negli anni 90 d.C. cioè 60 anni dopo la morte di Gesù, ed usa un linguaggio simbolico-teologico attingendo molto dall’Antico Testamento. L’Evangelista identifica Gesù come il Pastore che guida il popolo quindi, secondo le aspettative, il Messia nasce a Betlemme la città di Davide quando era ancora un semplice pastore di pecore (Gv.7,42). Gesù non nasce a Gerusalemme, luogo del potere oppressivo, ma in un paesino abitato da gente semplice e senza superbia, abituata ai lavori più umili. Ed è proprio su di loro che la gloria del Signore si manifesta e li avvolge di luce, cioè di amore. I pastori provano timore… ma non di Dio! Il timore, che abbiamo tutti, è quello di fallire la propria esistenza, cioè di non essere capaci di assomigliare al Signore nel comportamento. Ma la luce di Dio ci rassicura, perché il suo amore è più grande di qualsiasi errore o fragilità umana. Anzi, dona una grande gioia che è quella di sapere che il Signore non è un giudice severo pronto al castigo… ma è uno di noi, con noi, per noi. “Non temete, non abbiate paura” nella Bibbia è scritto 365 volte. Tutti i giorni di un anno intero, quindi sempre, il Signore ci invita ad essere coraggiosi. No temerari… ma coraggiosi testimoni di rispetto, uguaglianza, fratellanza e sorellanza. A Natale non celebriamo semplicemente un Bambinello nella mangiatoia, ma la nostra apertura ai principi e ai valori che Gesù adulto ci insegna con la sua presenza costante e amorevole. Sempre pronto a sostenere le paure della nostra vita e a credere nella fattiva collaborazione con Lui e tra di noi. Pronto a crederci capaci di azioni responsabili adatte ad “innalzare gli umili e ricolmare di beni gli affamati”. (Lc.1,52-53)

BUON NATALE A TUTTI!

Mariella Rappazzo

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