IN ITALIA IL CALCIO NON E’ MALATO: E’ MARCIO
Padri oggi, un tempo calciatori, rifiutano di iscrivere i figli a calcio. Un fenomeno molto diffuso in Italia, e le motivazioni non sono economiche. La vera ragione è che quell’ambiente lo conoscono dall’interno, e sanno che è marcio.
Il campo da calcio, a partire dai cinque o sei anni, non è un luogo di sport ma un laboratorio di frustrazione adulta trasferita sui minori. Sugli spalti si vedono padri che urlano a un bambino di rompere una gamba all’avversario, si assistono a risse tra genitori, si respira l’ambizione malata di allenatori che vedono nella squadra dei pulcini un trampolino per la propria carriera. Ogni padre crede di aver generato un nuovo Cristiano Ronaldo, e questa illusione collettiva produce una violenza diffusa, fatta di sguardi, pressioni, umiliazioni pubbliche inflitte a bambini che dovrebbero solo correre dietro a un pallone. Non sono episodi isolati, è la prassi…
Certo, esistono le eccezioni, società serie, allenatori educati, famiglie sobrie. Ma il tratto dominante, statisticamente e culturalmente, è un’ignoranza diffusa che ha trasformato lo sport più amato d’Italia nell’ambiente educativamente più tossico tra tutte le discipline giovanili.
Discipline come il nuoto, il rugby, l’atletica, il basket, il judo, pur non essendo esenti da difetti, sono più disciplinate, più sobrie, meno inquinate da questa febbre di rivalsa sociale che il calcio, per la sua centralità nell’immaginario nazionale, attira come una calamita.
Il calcio in questo paese è il ricettacolo delle frustrazioni di intere generazioni di adulti falliti che proiettano sui figli ciò che a loro non è riuscito. Il campo diventa allora teatro di un fallimento che si perpetua, non si insegna più a giocare, si insegna a vincere a ogni costo, e nel farlo si insegna soprattutto a odiare l’avversario, il compagno di squadra più bravo, l’arbitro, la vita.
Il risultato è che un intero paese sta silenziosamente disertando uno sport bello, non per snobismo, ma per autodifesa.
Si parla tanto di declino del calcio italiano, si trovano le motivazioni più svariate ma questo discorso non lo fa presente nessuno. Invece è proprio ció che sta accadendo da anni e non è un aspetto marginale…
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