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LA MANIFESTAZIONE DI CONFIMPRENDITORI CONTRO IL CARO CARBURANTI

MANIFESTAZIONE-RUVOLO-ROMA LA MANIFESTAZIONE DI CONFIMPRENDITORI CONTRO IL CARO CARBURANTIIl bilancio di settembre è drastico: secondo l’Osservatorio del Mercato del Lavoro di Confimprenditori, i rincari hanno superato persino le previsioni, raggiungendo punte dell’80%. Aumenti che mettono in difficoltà chi fa impresa, erodono il potere d’acquisto delle famiglie e pesano sull’economia italiana. Sono proprio le famiglie che pagano il prezzo del caro energia, e con loro il Paese intero. È un costo che pesa sempre di più per le famiglie e le imprese, diventando insostenibile. E non riguarda nemmeno solo il carburante, perché ha un impatto diretto anche sui costi di produzione e sulla merce che troviamo sugli scaffali. Confimprenditori chiede al Governo risposte concrete e ascolto per le 370 mila imprese che rappresenta.

Con un appello rivolto a tutti i commercianti, imprenditori e titolari di partita IVA, Confimprenditori sollecita le bollette da esibire davanti a Palazzo Chigi per chiedere risposte. Ed oggi, martedì 22 settembre, a Piazza Montecitorio si è tenuta la manifestazione organizzata da Confimprenditori per chiedere la definizione del tetto ai prezzi dei carburanti, minacciando di fermare i settori che tengono in moto l’intera Italia, sull’esempio di quanto sta accadendo in Francia. Se rispettare rigidamente il Patto di stabilità significa non avere le risorse per sostenere il sistema produttivo e chi oggi è in difficoltà, allora il Governo deve assumersi la responsabilità di una scelta poiché non è possibile salvare i conti sulla carta e affamare la Nazione. L’Italia ha bisogno di crescita, lavoro e imprese che possano continuare a produrre, non certo di vincoli che rischiano di diventare incompatibili con l’economia reale.

La Confimprenditori ha invitato tutte le forze politiche, senza distinzione di schieramento, perché il caro carburanti non è una battaglia di parte: è al contrario un problema che riguarda imprese, famiglie, autotrasporto, agricoltura e l’intero sistema produttivo nazionale. Sono state portate aventi proposte concrete, a partire da misure strutturali e da un price cap equo, mentre continua il confronto con chiunque voglia ascoltare e lavorare su soluzioni reali.

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