Caricamento in corso

LUDOPATIA, LA SICILIA REGIONE A RISCHIO!

LUDOPATIA LUDOPATIA, LA SICILIA REGIONE A RISCHIO!L’Italia si conferma un Paese dove il gioco resta un fenomeno diffuso e complesso, con rischi che variano sensibilmente da una regione all’altra.

Per fotografare questa realtà, Imco ha elaborato un indice che misura il rischio di sviluppare comportamenti problematici legati al gioco, combinando dati ufficiali provenienti da Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), Istituto Superiore di Sanità (ISS), Ministero della Salute e Federconsumatori. Dallo studio emergono tre evidenze chiave a livello nazionale: il divario tra regioni con spesa pro capite e capillarità molto alte e quelle a bassa densità abitativa, il peso crescente della prevalenza di gioco problematico (GAP) in alcune aree del Sud, e la capacità limitata di molte regioni di bilanciare il rischio con un numero adeguato di strutture di prevenzione.

https://www.imiglioricasinoonline.net/blog/indice-regionale-rischio-ludopatia.php

 

Per quanto riguarda la Sicilia, i dati più significativi sono:
  • La spesa pro capite annua è di 2.200 euro, uno dei valori più alti del Mezzogiorno e superiore a Puglia (1.800 €), Calabria (1.600 €) e Sardegna (1.900 €). Questo livello di spesa colloca la Sicilia tra le prime quattro regioni d’Italia per intensità economica legata al gioco.
  • La prevalenza di disturbo da gioco d’azzardo (GAP) raggiunge il 3,2% della popolazione adulta, la seconda più alta in Italia dopo la Calabria (3,4%). Il dato segnala un’incidenza sociale del fenomeno superiore alla media nazionale e in linea con le regioni più esposte del Sud.
  • L’accessibilità è ampia, con 320 punti gioco ogni 100.000 abitanti, valore inferiore solo alla Lombardia (350) e alla Campania (340). La rete di gioco è dunque molto diffusa sul territorio, con un’offerta facilmente accessibile alla popolazione.

I risultati mostrano un’Italia divisa in più velocità: da un lato regioni con alta spesa e una rete capillare di punti gioco, dall’altro territori a bassa densità abitativa che registrano valori sensibilmente inferiori. Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia emergono come aree particolarmente a rischio, mentre Molise, Basilicata e Valle d’Aosta si collocano nella fascia più bassa.

La tabella completa mette in evidenza l’indice di tutte le regioni italiane:

Regione Spesa pro capite (€) Prevalenza GAP (%) Accessibilità (punti/100.000 ab.) Interventi GAP (strutture) Indice di Rischio
Lombardia 2800 2.5 350 30 0.85
Campania 2600 3.0 340 28 0.83
Lazio 2400 2.8 330 27 0.81
Sicilia 2200 3.2 320 25 0.80
Emilia-Romagna 2000 2.6 310 23 0.78
Puglia 1800 3.0 300 22 0.77
Calabria 1600 3.4 290 20 0.75
Veneto 1400 2.2 280 19 0.73
Sardegna 1900 2.8 300 7 0.73
Toscana 1200 2.0 270 18 0.71
Piemonte 1000 1.8 260 17 0.69
Liguria 900 1.6 250 16 0.67
Marche 800 1.5 240 15 0.65
Abruzzo 700 1.4 230 14 0.63
Umbria 600 1.3 220 13 0.61
Friuli-Venezia Giulia 500 1.2 210 12 0.59
Trentino-Alto Adige 400 1.1 200 11 0.57
Molise 300 1.0 190 10 0.55
Basilicata 200 0.9 180 9 0.53
Valle d’Aosta 100 0.8 170 8 0.51

La Sicilia si colloca tra le regioni a più alto rischio con un indice pari a 0,80, trainato da una combinazione di spesa pro capite elevata, prevalenza GAP significativa e un’ampia rete di punti gioco. Nel confronto con la Sardegna, la regione presenta una maggiore incidenza del gioco problematico e un numero più consistente di esercizi per abitante, fattori che accentuano la vulnerabilità complessiva. Rispetto alla Calabria, la Sicilia mostra valori economici più alti ma una prevalenza leggermente inferiore, confermando comunque la centralità del fenomeno nel contesto insulare e meridionale. Le 25 strutture attive di prevenzione rappresentano un presidio importante, ma non sufficiente a compensare la diffusione del gioco fisico sul territorio. È fondamentale ricordare che lo studio si riferisce esclusivamente ai punti gioco fisici e non include il canale online, che per la sua accessibilità continua potrebbe amplificare ulteriormente i livelli di esposizione.

“La lettura dei dati consente di comprendere meglio i fattori che concorrono a determinare le diverse esposizioni al rischio e mette in evidenza come prevenzione e supporto possano avere un ruolo importante nel contenerne gli effetti”, spiega Claudio Poggi, esperto di Imco. “In definitiva, il gioco resta una realtà radicata e complessa: affrontarlo con responsabilità, sia da parte dei singoli che delle istituzioni, rappresenta la condizione necessaria per mantenerlo entro i confini di un’attività consapevole e sicura”.

Metodologia

Per misurare il rischio di sviluppare comportamenti problematici legati al gioco in Italia, abbiamo elaborato un Indice regionale di rischio ludopatia a partire dai dati più recenti disponibili sulle 20 regioni italiane. Per ciascuna regione, sono stati raccolti e normalizzati cinque indicatori: spesa pro capite annua, prevalenza di disturbo da gioco d’azzardo (GAP), accessibilità ai punti di gioco (numero di esercizi ogni 100.000 abitanti), volume complessivo di spesa e numero di strutture di prevenzione attive sul territorio. Ogni indicatore è stato pesato in base alla sua rilevanza: spesa pro capite e prevalenza GAP (30% ciascuno), accessibilità (20%), spesa totale (10%) e interventi di prevenzione (10%, con peso inverso). L’indice finale è stato calcolato attraverso la somma ponderata dei valori normalizzati, restituendo un punteggio compreso tra 0 e 1, dove 1 rappresenta il rischio massimo.

Paolo Sirio | Digital PR Manager – Italy

https://www.imiglioricasinoonline.net/blog/indice-regionale-rischio-ludopatia.php

E: paolo.sirio@wildeo.com

Strumenti di condivisione: