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MILAZZO, TUTTO ESAURITO AL TRIFILETTI PER ENRICO MONTESANO

montesano-1 MILAZZO, TUTTO ESAURITO AL TRIFILETTI PER ENRICO MONTESANOTUTTO ESAURITO (meglio del sold out che ha preso il posto della nostra madrelingua) al Teatro Trifiletti di Milazzo per la serata con ENRICO MONTESANO che ha festeggiato i suoi ottant’anni a giugno del 2025, e ripercorre i sessanta di carriera, raccogliendo applausi e divertendo il pubblico che non ha perso l’occasione di vedere dal vivo un personaggio che ha deliziato con la sua esperienza, la sua comicità, l’innata ironia.

Sessant’anni di carriera e un percorso costellato da successi per il romano de Roma, in scena del 1966 col compianto Vittorio Metz, protagonista di film passati alla storia del cinema, dei suoi personaggi riproposti ed applauditi sul palco del Trifiletti (Torquato il pensionato o la romantica donna inglese), delle improvvisazioni a braccio che hanno strappato applausi e risate a crepapelle…

Non sentire assolutamente il peso dell’età, esibirsi alla fine in un motivo di Claudio Mattone in “Buon appetito all’Italia che va”, sigla iniziale di un FANTASTICO condotto con Anna Oxa nel 1988/89, omaggio alla cucina italiana patrimonio dell’Unesco.

Ottanta voglia di stare con voi” è una dichiarazione d’affetto verso il pubblico; ma con tanti rimpianti e qualche nostalgia, guai a non averne. Qualche acciacco dovuto al tempo che passa, e tanti politici che si sono succeduti portando notevoli cambiamenti nel Paese. Il boom è diventato, per usare le parole del mattatore Montesano, sboom!

Il suo spettacolo presenta sul palco Ottavio. Il suo compito è quello di … suggerire o. meglio, ricordare. Forse la scelta non è casuale: vuole far notare che, con l’avanzare dell’età, si ha bisogno di qualcuno che dica ciò che devi fare o non fare?

E’ così che nasce Filippa, la badante filippina mediante la quale il pubblico in sala ride delle morbose e strane manie degli anziani: vivere una seconda giovinezza.

Montesano è un artista navigato che parla col pubblico, ricorda la sua carriera, racconta qualche barzelletta, commenta le feste patronali, scende in mezzo agli spettatori criticando l’uso abnorme dei termini anglosassoni. Ogni suo intervento strappa risate.

Poi, dopo l’ennesima battuta, si ferma fra gli applausi. Il suo spettacolo è finito. I suoi ottant’anni sono solo una data scritta all’anagrafe: per chi non è mancato al suo spettacolo e lo ha applaudito, Montesano è da rivedere. Per ridere ancora e divertirsi.

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