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NASCONO SEMPRE MENO FIGLI: PER QUALE MOTIVO?

DENATALITA NASCONO SEMPRE MENO FIGLI: PER QUALE MOTIVO?Fateci caso, abbiamo una società intera che ripete in coro gli stessi slogan, del tipo “mettere al mondo un figlio oggi è da irresponsabili!”. Frasi confezionate, diventate di senso comune, specie tra i ceti colti e urbani, quelli più esposti alla retorica dell’autorealizzazione individuale.

Queste argomentazioni non sono mai state applicate in nessun’altra epoca della storia umana, che di sofferenza, guerre, carestie e ingiustizie ne ha viste in abbondanza. Se fossero principi validi, i nostri antenati avrebbero dovuto interrompere la specie molto prima di noi. Non lo hanno fatto, e non perché fossero meno consapevoli, ma perché avevano ancora un rapporto sano con il tempo, sapevano che generare un figlio non è una valutazione ottimistica sul presente, ma un atto di fiducia nel futuro come tale, una scommessa metafisica prima ancora che sociale.

I salari sono bassi, gli asili mancano, la vita costa, la società è problematica in generale…nessuno nega queste cose. Ma da qui a finire ai cani e ai gatti al posto dei figli, alle carriere come unico scopo di vita, all’egoismo, ce ne passa… 

Questa mentalità sta creando individui isolati, senza legami intergenerazionali, liberi di consumare senza dover rispondere a nessuno che verrà dopo di loro.

A chi giova tutto questo? Chiediamocelo. Un genitore pensa a trent’anni da qui. Un consumatore perfetto pensa al mese corrente.

Chi consapevolmente ha figli non lo fa perché ignora le difficoltà, le vive ogni giorno sulla propria pelle. Le affronta perché ha capito una cosa che la retorica contemporanea nasconde, ovvero che il senso della vita si trova spendendosi per qualcosa che ci sopravvive.

La denatalità non è la conseguenza di tempi difficili, è la conseguenza di un’epoca avvelenata da ideologie farlocche, indotta a non credere più in un dopo. Rassegnazione travestita da razionalità, spacciata per saggezza.

WI

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1 commento

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Giuseppe

ottima esposizione di una fotografia sociale contemporanea, dove sempre più gente preferisce la compagnia di un animale anzichè di una prole. Li osservo al ristorante senza figli, senza lagne, senza strilli, beatamente in pace con il cagnolino al tavolo, che magari lo chiamano anche figlio.

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