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NUOVA LEGGE ELETTORALE, CHE PROTESTATE A FARE SE SARETE TUTTI RIELETTI?

legge-elettorale-voto-camera-lapresse NUOVA LEGGE ELETTORALE, CHE PROTESTATE A FARE SE SARETE TUTTI RIELETTI?L’Italia ha una nuova legge elettorale. È la quarta in vent’anni. Il Parlamento ha infatti approvato in via definitiva lo “Stabilicum” – o “Melonellum”, come è stato ribattezzato dalle opposizioni – voluto dalla maggioranza guidata dalla premier Giorgia Meloni. “A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così. Quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare”, ha scritto Meloni sui social. Dure le proteste delle opposizioni dopo il voto. Sintetizzando: “È una legge truffa, con tante forzature per restare in sella. Ma vinceremo lo stesso”.

Al di là dei giudizi di parte, cosa cambia in concreto? Si tratta di un sistema essenzialmente proporzionale, ma con un premio di governabilità che scatta a determinate condizioni, ci sono le preferenze ma con i capilista bloccati, c’è una soglia di sbarramento e c’è il nome del candidato premier indicato dalla coalizione (ma non sulla scheda elettorale).

In sintesi, lo Stabilicum prevede un impianto di base proporzionale – a differenza della precedente, il Rosatellum, che prevedeva un sistema misto proporzionale/maggioritario – con diversi collegi plurinominali: significa che i partiti ottengono un numero di seggi in Parlamento che rispecchia la percentuale di voti ottenuti alle urne. C’è un ulteriore elemento che può modificare in modo anche sensibile questa ripartizione, tuttavia: il premio di maggioranza o governabilità.

Il premio di governabilità scatta qualora una coalizione ottenga almeno il 42% dei voti validi sia alla Camera sia al Senato: in questo caso il raggruppamento politico ottiene 70 deputati e 35 senatori in più. Lo scopo dichiarato è quello di garantire una maggioranza stabile in entrambi i rami del Parlamento. Se invece nessuna coalizione raggiunge la soglia del 42%, la legge elettorale rimane un proporzionale puro. Le liste singole e le coalizioni sono tenute a presentare un “listone” a livello circoscrizionale, da cui saranno scelti i 70 deputati e 35 senatori del premio.

In questa nuova legge elettorale è stato inserito un tetto massimo di parlamentari: nessuna coalizione potrà avere più di 220 deputati e 113 senatori. È un meccanismo pensato per proteggere le soglie di maggioranza qualificata necessarie per alcuni tipi di votazioni, come l’elezione del presidente della Repubblica oppure la riforma della Costituzione. 

Lo Stabilicum prevede anche una soglia di sbarramento, cioè una percentuale minima di voti che ogni forza politica deve ottenere per accedere alla ripartizione dei seggi in Parlamento: è necessario infatti ricevere almeno il 3% alle urne o il 10% per le coalizioni. Per queste ultime partecipa alla ripartizione dei seggi anche la migliore lista rimasta sotto la soglia, in una sorta di ripescaggio. Ogni singolo partito contribuisce al totale dei voti della coalizione per far scattare il premio di maggioranza, anche se il risultato ottenuto è inferiore al 3%.

Un’altra novità introdotta è l’obbligo di indicare il nome della persona che si intende proporre come premier al presidente della Repubblica. Questa prescrizione vale sia per le singole liste, sia per le coalizioni: per queste ultime vale l’indicazione di indicare un solo nome per tutti i partiti che la compongono. Tuttavia viene chiarito che il nominativo della persona scelta non apparirà sulla scheda elettorale, e non viene introdotto nessun tipo di vincolo di mandato per i parlamentari.

Tra i temi più dibattuti durante l’iter di approvazione della legge elettorale c’è stato quello delle preferenze. Lo Stabilicum prevede una sorta di modello ibrido, nel quale i capilista nelle singole circoscrizioni sono bloccati, ma è possibile esprimere preferenze per gli altri candidati. Sulla scheda elettorale, al di sotto del simbolo del partito e del capolista, saranno infatti presenti sei nomi già stampati: l’elettore ha la possibilità di esprimere fino a tre preferenze, barrando con una crocetta i nomi desiderati.

In questa nuova legge elettorale non è prevista l’alternanza di genere per i capilista. Il sistema che impone di alternare un uomo e una donna scatta solo per l’elenco dei sei candidati presenti sulla scheda sotto al capolista. È inoltre previsto l’obbligo di alternanza di almeno il 60/40% nel listone che scatta in caso una coalizione ottenga almeno il 42% dei voti. Tutti i capilista devono necessariamente essere inseriti anche nel listone, e quindi anche per loro si applica l’alternanza di genere lì vigente.

Questa legge elettorale prevede anche che, per potersi candidare, i partiti che hanno un gruppo parlamentare in almeno una delle due aule prima del 31 dicembre 2025 non siano tenuti a raccogliere le firme. Per le nuove formazioni politiche, invece, sono necessarie seimila firme per circoscrizione per partecipare alle elezioni. Aumenta inoltre da un terzo alla metà il numero delle circoscrizioni nelle quali è necessario candidarsi.

Lo Stabilicum rende possibile il voto fuorisede nel luogo in cui si è temporaneamente: per farlo è necessario essere lì domiciliati da almeno nove mesi – tre nel caso di persone che sono fuori dal Comune per cure -, iscrivendosi entro trenta giorni dalla maturazione dei requisiti e ad almeno 45 giorni dalle elezioni nell’apposito albo. Questa possibilità è stata riconosciuta anche ai caregiver per i familiari o figli ricoverati in una regione diversa da quella nella quale si è iscritti nelle liste elettorali.

Da www.today.it

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