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“PARTECIPIAMO IL NOSTRO MATRIMONIO”… COME REGALO, VOGLIAMO SOLDI!

MATRIMONIO "PARTECIPIAMO IL NOSTRO MATRIMONIO"... COME REGALO, VOGLIAMO SOLDI!Un tempo il matrimonio era il coronamento di un sogno d’amore… ma non tutti andavano a buon fine, al punto che c’era una canzone di Renato Carosone, T’E’ PIACIUTA, che aveva un inizio parlato: “Il matrimonio è come il mellone: può uscire rosso ma può uscire anche bianco”.

Ma non è questo il motivo che ha spinto molti giovani a non sposarsi, e non è l’argomento che stiamo cercando di affrontare con questo articolo.

Oggi ci sono famiglie che riescono a malapena a permettersi un tetto sulla testa e spendono migliaia di euro per matrimoni sfarzosi, prime comunioni hollywoodiane o vacanze da sogno. Non è “dignità” o il semplice “godersi la vita”, è l’interiorizzazione malata di un sistema che ha convinto le masse che il valore si misura attraverso lo spettacolo che si offre agli altri.

Famiglie capaci anche di indebitarsi per il ricevimento con centinaia di invitati, con alla fine i fuochi d’artificio; e il tutto per qualche ora di visibilità. Pensate come stanno messi interiormente.

Però a fronte della spesa sostenuta c’è l’introito del regalo, un tempo in forma di “busta”, oggi direttamente con Iban: al punto che vanno scomparendo i negozi specializzati in liste nozze mentre aumentano i viaggi oltre oceano e le crociere in giro per il mondo, unica occasione per molti sposini. D’altra parte, più invitati ci sono, più si abbassa il costo procapite più aumenta il margine.

Le spese per indebitamento riguardano sicuramente auto, vacanze e beni superflui, non i matrimoni. Nal primo caso i soldi usciti dalla famiglia non rientreranno più; nell’ultimo, ossia con i matrimoni, tutto è calcolato… È business per una società di poveri che si impoverisce ancora di più per sembrare ricchi per una sera.

 

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