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PIETRO VECE, UN ALTRO DRAMMA VISSUTO IN DIRETTA…

Mi avevano telefonato per darmi la notizia di Francesco. Ero rimasto allibito, ma speravo…

Il telefono suona ancora, di domenica mattina, per darmi un’altra notizia per la quale c’è solo, a caldo, un commento. Lo faccio con un filo di voce, perchè non è giusto che sia così: ma questo è un dramma!

Proprio così. Un dramma da vivere in diretta perchè PIETRO VECE non c’è più. PIETRO, il papà di Francesco e Paolo; PIETRO, proprio lui. Il farmacista. Sì, PIETRO non ce l’ha fatta, nemmeno lui. Mi sento con Gianni Granata per avere ragguagli: mi dà invece la conferma, poiché ancora non è stato informato, che Pietro aveva qualche problema. Sono tutti così i medici: non dicono nulla dei loro pazienti, ermetici e silenziosi, nella loro professionalità. 

Si consuma così un altro dramma in diretta, per tutto quello che si sta vivendo; per tutto quello che avverrà dopo.

Era uno dei giovani della nostra generazione Pietro. Se aveva qualche anno in più, non si fa più caso quando si superano i settanta, e lui aveva festeggiato i suoi 75 anni a gennaio… i primi del nuovo anno.

Con il sorriso bonario di chi, ogni giorno, deve avere a che fare con la clientela, Pietro si era buttato a capofitto nel lavoro ereditato dal padre, una farmacia. La vecchia farmacia GRILLO, diventata VECE, è nel cuore di Milazzo: a Pietro tocca il compito di gestirla, per renderla attuale e competitiva. Con lui ci si permette il confidenziale TU, come si usa con i compagni di scuola e d’infanzia. Con lui ci si permette la battuta, lo scherzo, per sdrammatizzare il momento per il quale si è recati a fare l’acquisto; come se si fosse entrati in un supermercato.

Poi, improvvisamente, Pietro cambia il suo atteggiamento: con l’ultimo viaggio di Francesco, lui e Luisa Faranda non sono più gli stessi. Entrambi hanno conosciuto da vicino cosa sono la sofferenza, il dolore, la vana speranza. Non abbiamo più il coraggio di scherzare con lui, non ce la sentiamo di accompagnare il nostro acquisto con la battuta.

Eppure ci rendiamo conto che Pietro ha bisogno di noi, ed è necessario stargli vicino. In silenzio, ma senza fargli venir meno il nostro affetto. Tra noi coetanei, si usa così… volersi bene in silenzio, per non turbare il suo, di silenzio.

Pietro era più di un padre per Paolo, il quale erediterà il grave compito di gestire la farmacia. I suoi suggerimenti, i suoi consigli dovranno necessariamente essere messi in pratica giorno dopo giorno. Paolo ne è capace, anche se il dramma, le vicissitudini, il grave lutto lo hanno fatto crescere in una volta… Ma siamo certi che attorno a lui si stringeranno tanti altri, inclusi quei coetanei, quei compagni di scuola, quei compagni di infanzia, seppur grandi, per i quali PIETRO era uno come loro. E’ giusto che sia così: lo dobbiamo al signor Vece, lo dobbiamo a Francesco, lo dobbiamo a Pietro….

Addio, carissimo amico nostro, compagno di giochi e di scuola.

Da lassù proteggi chi ha bisogno del tuo aiuto, e dai loro conforto: ne hanno tanto bisogno. 

TERMINAL E’ VICINO AL DOLORE DELLA FAMIGLIA E PORGE AFFETTUOSE E SENTITE CONDOGLIANZE. I FUNERALI DEL DOTTOR PIETRO VECE SI TERRANNO MARTEDI’ 5 MARZO ALLE ORE 15.30 AL DUOMO DI MILAZZO.

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