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CORONAVIRUS, SOTTO TIRO GLI ESERCENTI DI PUBBLICI ESERCIZI E GENERI ALIMENTARI

MILAZZO: DALLA CACCIA AGLI ASSEMBRAMENTI ALLA POLEMICA CONTRO I COMMERCIANTI

Nella fase 2 si passa nei social network dei milazzesi da una crociata contro gli assembramenti a ponente ad una protesta contro i commercianti per un presunto mancato rispetto delle disposizioni di sicurezza individuale.

E la polemica on line divampa da qualche giorno: stavolta presi di mira i titolari e gli operatori dei pubblici esercizi e dei negozi per la vendita di generi alimentari.

Il Dpcm che prevedeva dal 4 maggio l’apertura delle attività con l’utilizzo dei presidi di sicurezza quali guanti e mascherine per le operazioni di confezionamento e vendita di cibo e bevande da asporto, ha scatenato un boom di polemiche in quanto per i cittadini milazzesi in molti locali sia bar, rosticcerie, pizzerie e negozi di alimentari, regnerebbe una presunta cattiva abitudine del mancato rispetto delle regole igienico sanitarie nella somministrazione dei prodotti.

Un vademecum che richiede massima sicurezza, che a detta della clientela milazzese sul piede di guerra è stato disatteso da gestori e addetti che manipolano merce con comportamenti superficiali e pericolosi per la potenziale diffusione del contagio. I commercianti si trovano in una situazione anomala, dalla comprensibile ricerca dei loro diritti per una pronta ripresa ad una condanna incontrollata che viene pronunciata, senza appello, sul web.

Una cautela sociale non sia però motivo di psicosi che porta a scatenare discordie intestine: segno evidente che, in preda al panico, tutto viene passato al vaglio dei clienti attenti osservatori, con la speranza che non siano gli stessi che sciamano incontrollati per le strade e lungo le spiagge… 

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