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IO SONO UN CRETINO. NON SO VOI…

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AMARA RIFLESSIONE DI UN CITTADINO MILAZZESE, CHE GIUNGE AD UNA CONCLUSIONE LOGICA… PER LUI, MA NON PER NOI! 

Ospitiamo lo scritto amareggiato di un nostro lettore, di Milazzo, stanco di una situazione che non trova sbocco, che forse ha perso ogni speranza, che ha deciso di andare a vivere lontano da Milazzo, il più lontano possibile… perchè non ce la fa più… Leggendolo bene, ci sembra un preciso atto di accusa contro chi violenta giorno dopo giorno questa città, mentre chi dovrebbe vedere non solo non vede, ma è complice…. Vi prego di leggere e di riflettere. Per certi aspetti, non è lui solo. 

Sono un cretino. Lo sono perchè osservo le leggi, mentre gli altri fanno i loro comodi. Me ne rendo conto la mattina, durante la solita passeggiata con il mio cane, che porto al guinzaglio. Paletta, sacchetto e pronto a raccogliere i suoi bisogni. Altri non lo fanno, lo noto e li richiamo. Mi mandano a quel paese solo con il cenno della mano. Accompagno a scuola i miei figli: allaccio le cinture, lo fanno anche loro, non occorre che glielo dica. Accosto a destra se non intralcio il traffico, cerco di dare il minor disturbo alle altre auto. Li faccio scendere anche lontano dalla scuola, se non mi è possibile fermarmi vicino, mentre altri bloccano la circolazione: sono proprio un cretino… io non riesco a fare come loro! Attendo paziente in fila, quando sono in macchina, e se squilla il cellulare, evito di rispondere. Lo faccio solo se c’è la possibilità di sostare, altrimenti richiamo dopo… Da quando a Milazzo hanno reso obbligatoria la svolta a destra in via Siro Brigiano, per giungere in centro venendo dall’asse viario procedo fino al Sacro Cuore, anche se devo imbattermi in una coda lunghissima di auto che transitano davanti ad una scuola; quindi percorro la via adiacente al Mulino. Noto con amarezza che dalla Brigiano girano indisturbate verso sinistra decine e decine di auto, sotto gli occhi impassibili dei vigili che non tentano nemmeno di emettere un solo suono dai loro fischietti! Penso che non siamo in buone mani, che non posso affidare a loro una mia rimostranza, perchè immagino già la loro risposta… Attendo il mio turno in banca, all’ufficio postale, all’USL, al Comune, a qualsiasi altro sportello di ricevimento del pubblico. Ma c’è chi approfitta per saltare la fila con una scusa qualsiasi, con una motivazione poco credibile, accolto benevolmente dall’addetto, che forse conosce. Assisto impotente allo spettacolo indecoroso di impiegati che fumano dove non dovrebbero, mentre i commenti risentiti degli utenti non li sfiorano nemmeno. Potrei benissimo fumare anch’io, mi sentirei autorizzato, ma mi basta il fumo delle loro sigarette. In spregio alle norme ed ai cartelli! Sono proprio un cretino, lo riconosco. Se usassi il mezzo pubblico, cederei immediatamente il posto ad una persona anziana, ad una signora: usanze di altri tempi, che non fanno testo! Attendo la sera per gettare i rifiuti, ma trovo i cassonetti già pieni. Non importa, uno spazio per depositare il mio sacchetto lo trovo sempre, anche a costo di spostare scatoli e cassette che qualcuno ha già messo all’interno, nonostante non sia consentito. Sono un cretino, se rispetto le leggi che dovrebbero migliorare la nostra società, che dovrebbero farci vivere in un paese civile. Ma noto che la legge non è uguale per tutti, che i diritti non ci vengono garantiti da chi dovrebbe, che i doveri di ognuno di noi non sono obbligatori, che sul lavoro ognuno può fare quel che ritiene opportuno, che i nostri figli a scuola vengono promossi anche se non hanno studiato, che i posti di lavoro sono sempre per raccomandazione, che il pagamento spesso avviene quando decide il datore di lavoro, che la busta che devi firmare ha un importo spesso il doppio o il triplo della cifra che ti viene corrisposta, che i giovani avviati al servizio civile con i soldi degli italiani se ne vanno in giro bighellonando, che in fondo non è cambiato nulla e la colpa la diamo sempre ai politici. Ho anche pensato di trasferirmi, di andare lontano, di dare un futuro ai miei figli in una città dove le leggi sono rispettate, ed ognuno sarà soddisfatto di respirare aria di libertà e di pulizia! A chi ha detto che avrei dovuto adeguarmi, ho replicato che non sarei mai stato in grado, che l’educazione insegnatami dai miei genitori, e da chi c’è stato prima di loro non me lo permetteva… ed allora mi è stato risposto che sono un cretino. Lo riconosco, sono un cretino! Non so se sono il solo… Scusate lo sfogo. Forse il solo fatto di leggere TERMINAL da anni, e capire che anche volete quel che vorrei io, mi ha incoraggiato a rivolgermi a voi, con sicurezza…Grazie.

Aldo

RISPOSTA RAPIDISSIMA: Caro Aldo, condividiamo il tuo sfogo. Ma ti vorremmo rassicurare: non ci sentiamo CRETINI. Apparteniamo ad una specie che pensavamo fosse in via di estinzione…ma a quanto pare sta crescendo, e si raduna proprio attorno a TERMINAL. Come veniamo chiamati? Rompicoglioni… Ti aspettiamo nel gruppo! 

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