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MILAZZO FRA I BORGHI PIU’ BELLI? E PERCHE’ NO?

trimboli e simoneAL COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE RISPONDE L’INCREDULITA’ DEI CITTADINI. RICEVIAMO UNA NOTA, LA PUBBLICHIAMO … MA RISPONDIAMO ANCHE NOI: 

– E’ un comunicato stampa, con foto di rito fra l’ass. Piera Trimboli e il dott. Giuseppe Simone, vicepresidente dell’Associazione Nazionale “Borghi più belli d’Italia” a suggello dell’incontro, la notizia letta su un altro sito web che fa scatenare i commenti sulla stessa testata e fra coloro che, pur leggendola, non hanno osato aggiungere altro credendo ad uno scherzo. Commenti irriverenti, sarcastici, irriguardosi, poichè di scherzo non si tratta, signori di TERMINAL. Non avete pubblicato la notizia per evitare di andare pesanti anche voi con la satira? O per quale motivo che non riesco a comprendere? Non si tratta di un’anticipazione del Carnevale, ma mi sembra presunzione credere che la città di Milazzo possa ottenere l’inserimento “all’interno dei Borghi più belli d’Italia attraverso il riconoscimento onorario“, così come leggo testualmente. E riporto ancora quello che l’Assessore ha dichiarato, così come pubblicato: “Abbiamo chiesto un riconoscimento onorario perché l’iscrizione è consentita solo ai Comuni che hanno un numero massimo di 15 mila abitanti, secondo le previsioni del loro Statuto. Milazzo però, come già avvenuto per Erice – presente nella guida –   ha tutti requisiti richiesti e cioè l’integrità del tessuto urbano, l’armonia architettonica, la vivibilità del borgo, la qualità artistico-storica del patrimonio edilizio pubblico e privato e i servizi al cittadino. Mi auguro dunque che la richiesta venga accolta per poter usufruire di  tutte le opportunità, la visibilità, i progetti promozionali a livello internazionale ed anche delle opportunità delle produzioni locali. Una scommessa insomma che se vinta sarebbe per la nostra città di richiamo nazionale e non solo”. Mi domando: ma l’Assessore è certa che abbia parlato di Milazzo? A parte l’accostamento con Erice, ha parlato anche di servizi al cittadino, di vivibilità del borgo, di integrità del tessuto urbano… Non è Milazzo la città per la quale ha fatto richiesta, e da Assessore al Turismo mi spiace che non se ne renda conto. Evidentemente le sfuggono i fatti, sotto gli occhi di tutti, come la spazzatura nelle strade, la difficoltà a circolare, la mancanza di collegamenti pubblici, una stazione nell’abbandono, le strade intasate, la segnaletica in esistente, le proteste dei cittadini del borgo, la sfiducia nelle istituzioni, l’ambulantato selvaggio, l’immobilismo di chi deve fare rispettare le leggi… Forse il suo è solo un tentativo di ottenere qualcosa per Milazzo… ed è giusto che come Assessore faccia i suoi passi. Ma i cittadini? Grazie per la vostra attenzione. 

RISPOSTA: Caro amico, dici bene alla fine: i cittadini. Proprio i cittadini sono l’anima di una città. A Milazzo prevalgono le contraddizioni e le anomalie. Abbiamo ricevuto anche noi il comunicato stampa, ma avevamo altre notizie in coda, che attendevano la pubblicazione. Lei ci ha sollecitato, con questa lettera, e così ne possiamo parlare! Anche con i commenti e le critiche, per dare un servizio alla nostra Milazzo, e cercare di migliorarla. La città è nostra ma anche sua, caro amico. Noi diamo prove tangibili del nostro amore per essa da otto anni, ormai! Per iscritto, non con proclami o promesse. La nostra arma migliore, la satira, non riesce a fare breccia, nonostante tutto: non tanto nella classe politica, che ci vede come una spina nel fianco, ma presso le altre forze sane della nostra collettività. Siamo con l’Assessore, evitando di ridere anche se qualcuno pensa ad uno scherzo e reagisce sparando a zero anzichè fare quadrato e cominciare a lavorare per il bene della stessa città. Alle parole preferiamo i fatti, non vogliamo stare al balcone a guardare. Ricordo, per chi si è perso il primo numero del nostro giornale, era il novembre del 2008, che proprio allora denunciammo il motto dei milazzesi: “Non fare, non fare fare, criticare chi fa!”. Lo aveva scritto il compianto ingegner Nello Fernandez, uno dei fondatori di TERMINAL, in un articolo satirico di presentazione del giornale… Aveva ragione, eccome. E anche se scritto nel 2008, vale ancora oggi! 

 

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