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“MILAZZO TERRA DI CONQUISTA”! E CHI VIENE COSA FA? PISCIA E SE NE VA!

SIAMO UN POPOLO CHE SUBISCE E NON REAGISCE. IN POCHE PAROLE, ABBIAMO LE ORECCHIE CALATE, E OGNUNO VIENE A FARE QUEL CHE CREDE, SENZA ESSERE DISTURBATO! NEL CASO IN QUESTIONE, OSSIA QUELLO DEI CAMPER… “VIENE, PISCIA E SE NE VA”… 

Cara Redazione, dopo la rissa sfiorata di diversi giorni fa, mi sono dedicato, mio malgrado, alla ricerca investigativa. Mi son domandato su che tipo di notizie ed informazioni, questa associazione corporativistica, quali sono i camperisti, si passino per “focalizzare” meglio i luoghi. Oltre che per la bellezza del luogo, appetibili, per la comodità anche economica. Direi che la ricerca abbia dato i suoi frutti.
Date una occhiata a questo sito: “ http://www.camper.it/aree-sosta/Italia/Sicilia/Parcheggio_3674”,
ed avrete in parte la risposta, a quel casino, anzi bordello, che siamo stati costretti sopportare, a più riprese, questa estate, come le precedenti e, penso, le prossime. Milazzo è vista, come facevano gli antichi, come terra di conquista. Il più maleducato, il più aggressivo, spesso vince; se poi a questo aggiungiamo un silenzio assenso politico amministrativo, abbiamo il delitto per incapacità perfetto.
Il tutto è partito da un camper olandese ed uno francese. Persone che si affannavano con taniche e secchi, colmi di acqua, dalle docce ai camper, senza che nessuno, che non fosse un bagnante a piedi, gli facesse notare la cosa poco seria ed onesta del gesto. Inutile. Milazzo è stata classificata, probabilmente, come città ospitale e fessa.
E farsi un ragionamento conseguente del tutto, diventa naturale. Ma se persone in numero sostanzioso, si accampa, fottendosene delle regole (vorrei ricordare che, malgrado tutto, un cartello indica il divieto di sosta e accesso ai camper), che ne farà dei resti fisiologicamente previsti? Farà probabilmente, come fanno molti milazzesi con la piccola spazzatura: la butta nelle caditoie larghe e capienti, che la città mette a disposizione.
Milazzo cloaca del turismo di passaggio. Lo intuivamo, lo sapevamo, ma rendersene conto, rende tutto più fastidioso.
Basterebbe veramente poco. Un paio di catene ad altezza giusta, un giro delle forze di polizia locale e tutto avrebbe il suo percorso normale. Ma, e qui sorge il problema grosso, in comune hanno voglia di fare questo minimo sforzo organizzativo, per rendere la vita, ai suoi cittadini dei 365 giorni anno, meno caotica e disorganizzata?
Bel dilemma. L’amministrazione corre a frotte a tagli di nastri e premiazioni, ma nella minuteria amministrativa, quella che classifica l’amministrazione vicina al suo bacino di votanti, nulla!
Probabilmente dovremmo trasformare ogni giorno in festa patronale. Quando scatta la festa patronale, un orgasmo di dimensioni bibliche, scorre nelle membra dei gestori amministrativi, ed allora, soldi per straordinari trovati, per pagare i vigili, pulizia delle strade come se fossimo in una qualsiasi città civile, e forze dell’ordine in ordine sparso, come se piovesse. Ieri sera, vedere un motociclista fermato e multato, alle 23 passate, perché in scooter era senza casco, ha rischiato di farmi svenire per la commozione. I bagni pubblici, fronte comune, aperti! Ragazzi stiamo scherzando? Se i risultati son questi, voglio, anzi esigo, 365 Santo Stefano all’anno!
So che è solo un sogno, per alcuni, un incubo. Ma ridursi all’eccezione, per assaporare il quotidiano, sa di presa per il culo (quando ci vuole, ci vuole!).
Adesso, per evitare confusioni, evito di proseguire. Milazzo merita maggiore attenzione e cura, da chi la vive, da chi la amministra. Ma soprattutto da chi la visita. Avete notato che i turisti, di qualunque estrazione sociale o provenienza, dopo pochi giorni si adegua al malcostume locale. Segno che siamo anche noi, nel nostro piccolo, a dare lo schifosissimo segnale che qui è terra di nessuno (o forse di qualcuno…ma proviene da zone limitrofe, e questo è un altro discorso). Dare l’esempio sarebbe il massimo, ma mi rendo conto che un maleducato radicato capisce solo con multe o sanzioni, quindi torniamo da capo a dodici.
Salviamo la città, per quel che ci è possibile. Messaggio senza nessuna pretesa, ma solo con la speranza di recuperare quell’orgoglio cittadino e isolano che una volta era sinonimo di qualità, oggi, per nulla. Ringrazio come sempre la Redazione per l’ospitalità.

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