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TERMINAL SOSPENDE LE PUBBLICAZIONI DALL’1 GENNAIO 2018

LA DECISIONE, PRESA DALL’EDITORE, NON E’ CONDIVISA DAI LETTORI.

“Mancherà una voce libera a Milazzo, una voce che non si è piegata al potere, che non si è resa complice dei potenti di turno, che ha saputo dire pane al pane, che era l’unico riferimento per tanti milazzesi sparsi per l’Italia”. Questo hanno detto molti lettori, appena saputa la notizia. Ma permettetemi di rispettare il mio impegno, carissimi amici, e di tornare con la mente indietro nel tempo; a quel mese di novembre 2008 che ci vide presenti nelle edicole e nelle piazze di Milazzo con un foglio colorato, con una vignetta in prima pagine, con otto pagine piene di satira e di notizie. Tutti a scommettere che quello sarebbe stato il primo ed ultimo numero di un giornale… Quella nostra presenza ci vide protagonisti di un decennio nel corso del quale abbiamo scritto di tutto e di tutti, denunciando e puntando il dito contro il potere, la collusione, la delinquenza, la certezza delle impunità, l’arroganza, la vigliaccheria, l’omertà, l’ignoranza, complici di una generale situazione di degrado e di anarchia, di lassismo e di abulia, di menefreghismo e di rassegnazione, di compromessi politici e di sottomissioni. Per primi, ricorrendo alla satira, abbiamo messo in guardia sul dissesto idrogeologico, anticipando non creduti il dramma vissuto da Giampilieri (era il mese di marzo 2009!); abbiamo denunciato le morti per tumore nella Valle del Mela, mettendo a confronti i dati di un decennio; abbiamo replicato a chi manipolava gli stessi dati e offriva una verità diversa alle popolazioni; abbiamo invitato alle dimissioni i politici corrotti, che puntualmente sono rimasti al loro posto; abbiamo stimolato i cittadini ad effettuare la differenziata per risolvere il problema dei rifiuti; abbiamo denunciato le morti per tumore degli esposti all’amianto; abbiamo difeso a spada tratta il possesso del Liceo Classico Impallomeni di Milazzo, scuola costruita con i soldi dei milazzesi da Padre Bonaventura Pistorio, ammonendo a non barattarlo per meri calcoli economici.

Nessuno si è salvato dalla nostra critica: la scuola, lo sport, il turismo, gli spettacoli, l’industria, i beni culturali, la viabilità, il traffico, i trasporti, il mercato settimanale, il commercio, i centri commerciali, i rifiuti… e nel nostro tritacarne abbiamo messo anche i politici di questo o di altri comuni, i dirigenti dei carrozzoni politici pagati con i soldi dei cittadini, i portaborse e i lecchini che non perderanno l’abitudine di chiedere il voto per questo o quel candidato, di volta in volta diverso… Una lunga presenza che ci ha visto addirittura ospitare l’Osservatorio Economico dei Prezzi, nato a Milazzo nel 2004 sotto la giunta Nastasi, a inventare i Premi TERMINAL e TERMINAL SPORT per dare un giusto ma sempre criticato riconoscimento a chi ha recato lustro a questa città, senza ricevere nulla in cambio da parte di chi, prima di noi, ne avrebbe avuto il dovere. A patrocinare iniziative e a sponsorizzare persino formazioni sportive. Siamo stati presenti nei campi di calcio di mezza Italia quando per anni abbiamo dato vita alle radiocronache per permettere agli sportivi e ai tifosi di seguire da casa gli incontri del Milazzo… Abbiamo patrocinato, con i nostri sponsor che mai si sono tirati indietro, la stampa di libri e lo svolgimento di indagini statistiche per fornire dati sempre aggiornati a chi ne aveva bisogno… Abbiamo avuto uno spazio espositivo anche alla Conferenza di Statistica all’EUR, nel 2010.

Per sei anni abbiamo addirittura tenuto aperte tre sedi differenti, la prima in piazzetta del Pittore, la seconda in via Cumbo Borgia, la terza in via Umberto I perchè le iniziative del giornale aumentavano così come aumentavano i ragazzi che si rivolgevano a noi per avere un lavoro, seppure precario, e un rimborso spese mensile… Abbiamo creduto di poter cambiare questa città, di renderla vivibile per i milazzesi di domani, per i nostri nipoti…

Niente di tutto questo, cari amici.

Abbiamo solo alimentato l’invidia di chi ci ha visti come fumo negli occhi, come irriducibili rompiscatole, come avversari indomabili e con i quali non era possibile scendere a compromessi. La nostra intransigenza, la voglia di dire la verità, la necessità di non cedere alle lusinghe (ce ne sono state, eccome…), la fermezza di fronte ad esplicite minacce sono state la nostra forza. Lo spirito battagliero del giornalino studentesco, di quel foglio liceale protagonista della contestazione giovanile e del 68, si era insinuato in tutti noi, manipolo di coraggiosi sessantenni che avevano deciso di gettare il cuore oltre le barricate e avevano creduto di cambiare la città e i suoi abitanti. Ci siamo riusciti in parte, dopo quasi dieci anni di lotta senza quartiere, ma la città, anche se la macchina burocratica e amministrativa è in riserva e il motore dà segni di cedimento, rimane saldamente in mano a chi non tutela la legalità e gioca a rimpiattino con i cittadini – sudditi! Ci si chiede ancora oggi di lottare contro le ordinanze che vengono emanate a metà (esempio su tutti, la via col. Bertè, il cui senso di marcia avrebbe dovuto svilupparsi da Sud a Nord da oltre un anno); per denunciare le continue omissioni di atti d’ufficio: non verbalizzare chi guida senza cinture di sicurezza è un’omissione quando chi dovrebbe intervenire non lo fa? Per i controllori di sosta che da anni sono senza lavoro mentre le auto rincorrono un parcheggio. Contro le industrie, che elargiscono a piene mani contributi e sono libere di inquinare senza che dal palazzo si alzi una voce di condanna o di protesta. Per i giovani, costretti a pagare esosi compensi per usufruire degli impianti sportivi. Per denunciare la mancanza di servizi igienici, gli ambulanti agli angoli delle strade, le occupazioni abusive di suolo pubblico, gli invalidi che tali non sono e conservano il diritto a tenere il posto riservato. E le zone di carico e scarico che vengono garantite a chi attendo l’arrivo di un autocarro alla settimana, e non concesse a chi ogni giorni blocca il traffico con tre o quattro tir. E i parcheggi fantasma dei supermercati, che scompaiono subito dopo l’autorizzazione all’apertura, o i costi esorbitanti del Trifiletti. A denunciare, ancora, le spiagge, pulite solo a stagione avanzata; o la mancanza delle passerelle, custodite all’interno di strutture comunali anche se si tratta di privati! 

In questa città di privilegiati, ci siamo scoperti, fin da subito, dei DON CHISCIOTTE. Mentre i mulini a vento sono sempre lì, al loro posto, incurabili degli attacchi che provengono dalle varie direzioni, siamo noi, novelli Don Chisciotte, con qualche anno in più rispetto al 2008, con tante soddisfazioni ma anche con parecchi dispiaceri contro i quali siamo ancora costretti a lottare, che decidiamo di metterci da parte. Chi vuole continuare a lottare, ha via libera. Noi abbiamo perduto la voglia, ma non siamo rassegnati: sappiamo che dopo il 68 fu la volta degli anni di piombo, e parecchi di noi diciottenni di allora, anche se impegnati a lottare su opposte barricate, decisero di continuare la lotta abbracciando l’estremismo extraparlamentare. Non abbiamo più 18 anni, non possiamo permetterci una lotta clandestina contro il potere, che rimarrà tale e che si rafforzerebbe additandoci come guerrafondai irresponsabili ed antidemocratici.

Ed allora ci affidiamo ai cittadini, ai nostri lettori, alla loro voglia di vincere e non certo alla loro rassegnazione. Dall’1 gennaio 2018 dovranno privarsi di un giornale del quale solo loro sono gli unici veri padroni. Li invitiamo a scegliere, alle prossime elezioni, comunali, regionali o nazionali, dei rappresentanti seri, leali, onesti. Non è detto che TERMINAL non possa tornare in una lista CIVICA che possa riprendere un discorso che stiamo interrompendo perchè la lotta si fa dall’interno, e non dall’esterno! Saremmo lieti di rappresentarli, anche se è un progetto che deve trovare dei sostenitori e dei rappresentanti. Certamente avremo dei contatti, per saperne di più, ma vi assicuro che se dovessimo fare un passo del genere saremmo leali come lo siamo sempre stati, e non andremmo ad elemosinare da nessuno…

Vi auguro un felice anno nuovo e vi ringrazio ancora per la vostra disinteressata vicinanza.

L’Editore – dott. Santino Smedili 

2 commenti

  1. Cinzia Formica

    Era ora!!!

    • Non le mancheremo… ma non venderemo la testata perchè ce ne sono tanti, al contrario suo, pronti a sostenerci perchè amano leggere quel che scriviamo, e garantire il nostro rientro. Soprattutto perchè non abbiamo padroni. Se pensa che stiamo dando libertà anche al suo commento… Lei crede che altri al nostro posto lo avrebbero fatto? Noi sì. A proposito, non era un obbligo per lei leggerci. Magari eravamo anche per lei una spina nel fianco!

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