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IL VANGELO DI DOMENICA 8 NOVEMBRE ed il suo commento

Lampade_a_olio_preghiera__web_by_Josh_AdobeStock_896976728 IL VANGELO DI DOMENICA 8 NOVEMBRE ed il suo commentoDal Vangelo secondo Matteo
Mt 25,1-13
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Parola del Signore.

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 8 NOVEMBRE 2026 (Mt 25,1-13)

Il linguaggio metaforico della parabola è decisamente lontano dalla nostra esperienza; ciò nonostante, quello che interessa è comprendere il messaggio eternamente attuale. Le protagoniste sono cinque ragazze sagge e cinque stolte. Tutte devono accogliere lo Sposo e andargli incontro di notte con le lampade accese. Le sagge, oltre alla lampada, prendono anche l’olio che serve per alimentare le lampade stesse e fare luce lungo il cammino. Le stolte, no. Quando arriva lo Sposo, e deve essere accolto, le stolte si rendono conto di essere senza l’olio necessario, quindi ne chiedono alle sagge che, apparentemente egoiste, si rifiutano di condividere. Fuori dal racconto vediamo il significato della metafora. Lo Sposo è Gesù e l’olio per le lampade è la fede, cioè l’adesione ai suoi valori che si esprimono attraverso azioni concrete di bene e di giustizia. Le ragazze sagge si sono procurate “l’olio”, cioè le azioni buone, il comportamento corretto che illumina il loro cammino di credenti e le rende pronte alla Comunione con lo Sposo. Le stolte invece, hanno creduto che l’adesione a Gesù, possa essere solo apparente, formale, religioso, rituale e non etico. L’olio, cioè le azioni positive, appartengono a chi le fa, ed hanno forgiato l’individuo in una maniera positiva, l’hanno umanizzato. Considerato che ogni comportamento è personale, non si può trasmettere dall’uno all’altro e neppure delegare. L’olio, dunque, si può avere, ma non si può prestare… perché averlo o non averlo, è sempre una scelta personale. Faccio notare che le cinque spose stolte si sono comportate come chi costruisce la casa sulla sabbia (Mt.7,24-27): davanti alle difficoltà, soccombono. Mettiamo il caso che un giovane sgomita e cerca la raccomandazione per superare quel dato Concorso perché, al tempo opportuno… non si è procurato l’olio, cioè lo studio necessario a superare l’esame onestamente e con le proprie competenze. Oggi vedo molti giovani che rivendicano i diritti nelle piazze, ma forse dimenticano che hanno anche dei doveri verso sé stessi e verso gli altri. Che contributo danno alla società? Diceva John F. Kennedy: “Non chiedete cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese”. Nella religione del passato, la lettura letterale, maschilista e patriarcale della parabola, ha messo in evidenza la negligenza delle ragazze stolte e l’egoismo delle ragazze sagge che non condividono il proprio olio. Con questa impostazione, era facile mettere le une e le altre nel calderone delle creature sbagliate e inferiori rispetto agli uomini! Molto spesso, inoltre, “le vergini” sono state usate come prototipo di purezza per la morale misogina e discriminante. Le moderne Scienze Bibliche, invece, ci forniscono il significato corretto.  Gesù non riconosce e non apprezza chi si è trastullato o sperperato il proprio tempo… ma piuttosto chi si è rimboccato le maniche ed ha prodotto “olio”, con vivo senso di responsabilità. Chi vigila ed osserva la realtà che lo circonda, sa come e quando è il momento di intervenire “per portare luce”. Non si tratta semplicemente di attendere lo Sposo Gesù… ma di accoglierlo degnamente. Credo che questa parabola, nonostante usi una metafora antica, ha tanto da dire a ciascuno di noi perché intende risvegliare il desiderio di una vita viva, attiva, vigilante piuttosto che addormentata, luminosa piuttosto che spenta.

MARIELLA RAPPAZZO

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