MILAZZO. LA CITTA’ DEI BAMBINI SPENSIERATI NON SI TOCCA
di Cristoforo TRAMONTANAC’è un silenzio assordante che avvolge Milazzo in questi giorni, un silenzio che puzza di complicità e vigliaccheria, un silenzio che grava sul sacrificio dei bambini. Mentre tutto tace, mentre la politica si gira dall’altra parte e l’opinione pubblica si assopisce, ci deve pensare la voce di Yuri a squarciare il velo dell’ipocrisia, ricordandoci un’evidenza che molti preferirebbero dimenticare, la presenza attiva di Gigliopoli, la Città dei Bambini Spensierati, non è un optional, è una necessità vitale.
Gigliopoli rappresenta un unicum educativo e sociale nell’hinterland milazzese, un’oasi che da quasi trent’anni accoglie, educa e protegge il futuro di questo territorio. Ma proprio perché è un bene puro, incontaminato e universale, è finito da troppo tempo nel mirino di personaggi oscuri, di figure che muovono fili nell’ombra, inviando veri e propri sicari burocratici e politici con l’unico mandato di demolire, pezzo dopo pezzo, tutto ciò che è stato costruito con decenni di sacrifici, amore e dedizione.
Quella a cui stiamo assistendo non è una semplice disputa amministrativa, è una vera e propria macelleria sociale. È l’assalto frontale di chi vuole svendere la felicità e i diritti dei bambini sull’altare delle speculazioni politiche e degli interessi di bottega. Vogliono trasformare un patrimonio collettivo, un luogo che per diritto di natura appartiene solo e soltanto ai più piccoli, nell’ennesimo trofeo da esibire o nell’ennesima torta da spartirsi. Il tentativo di soffocare questo progetto educativo unico è l’istantanea di una classe dirigente miserabile, capace di speculare persino sull’infanzia pur di soddisfare i propri appetiti personali.
Ma sappiano, questi signori del declino, che la demolizione non avverrà nel silenzio. Chi tocca Gigliopoli tocca il futuro di questa comunità, e il silenzio, oggi, è solo il rumore di chi ha già perso la propria dignità.
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