USA: TRUMP BOCCIATO DAL POPOLO ANDRÀ ALLA RICERCA DI FIDUCIA?
E adesso Donald Trump inizia un biennio di rimanente presidenza, in cui pure una certa parte dei suoi repubblicani diffideranno di lui. Certo, è troppo presto per dirlo, ma con questa prorompente escalation dei democratici statunitensi, si delinea una strada nuova da percorrere. In questi due anni di presidenza, il potere di Trump è stato totalitario e oggi i personaggi democratici che si candideranno alla presidenza degli Stati Uniti D’America, devono iniziare a scrivere pagine convincenti basate su un programma che si confà con l’ideologia democratica degli Stati americani.
E’ importante preparare una leadership in grado di prendere il sopravvento e convincere il popolo americano di dare loro fiducia, per uscire definitivamente da anni bui sotto il profilo economico e sociale. Tanti sono i punti da mettere a fuoco e realizzare per una svolta epocale di questa America che, con la presidenza Trump, ha perso la sua storica credibilità e forza politica a livello mondiale.
C’è infatti molto da fare sotto il profilo sociale ed economico di questa potenza mondiale che la storia ricorda come modello gestionale e politico da emulare, ma che ormai da tanti anni a questa parte ha perso il suo naturale appeal riconosciuto da tutti. La Camera potrebbe già votare la prossima settimana per l’Impeachment del Capo del Pentagono; ricordiamo che per “Impeachment” si intende la messa in stato di accusa, ed è una procedura giuridica e parlamentare con cui si avvia un rinvio a giudizio (in questo caso di Trump) in cui viene accusato di aver commesso illeciti, abusi o gravi reati nell’esercizio delle proprie funzioni. L’America, dunque, boccia il presidente e consegna tutto il congresso nelle mani dei democratici. Dal Texas al Kansas crollano le roccaforti rosse: under 30, latinos e donne voltano le spalle ai repubblicani. Trump ammette la sconfitta, ma torna a minacciare veti a raffica. Secondo lui è importante ricreare una nuova destra, sostenendo che il partito ha perso per colpa della guerra in Iran.
Sarà, ma noi crediamo che questa sia soltanto una delle gravi concause che ha portato il popolo americano di parte repubblicana, a ravvedersi dallo sbaglio commesso in precedenza, quando hanno dato fiducia a Trump presidente degli Stati Uniti. Sì, perché ora c’è da rimboccarsi le maniche e riequilibrare il Controllo della Spesa e del Bilancio Federale, il Potere di blocco sulle nomine e inchieste parlamentari, le tasse che devono colpire il ceto più ricco e diminuirle ai più poveri, l’economia che deve essere più stabile e concreta per un futuro migliore, ripristinare i rapporti collaborativi con l’Europa, rendendosi partecipi ( non a parole ma con i fatti) a operare per la pace del mondo, spegnendo ogni focolaio di guerra esistente già da tanti, troppi anni.
Sono tutti punti importanti che devono in qualche modo dare speranza al mondo di una gestione americana più provvida sotto l’aspetto politico, economico e sociale, che sia più giusta nel credere all’importanza delle concertazioni democratiche, senza la spocchia autoritaria di Trump. E l’Italia che fa? Sta alla finestra, oppure si ravvede soprattutto per non fornire più armi per alimentare la guerra nel mondo?
Salvino Cavallaro
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