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I TALENT SHOW? AVREBBERO BOCCIATO LUCIO BATTISTI, FRANCO BATTIATO, FABRIZIO DE ANDRE’…

x-factor I TALENT SHOW? AVREBBERO BOCCIATO LUCIO BATTISTI, FRANCO BATTIATO, FABRIZIO DE ANDRE'...Oggi gli artisti devono passare dai “talent show”. Basta guardare cinque minuti di questi programmi per capire come funzionano i criteri di selezione. Non sono luoghi per scoprire degli artisti, ma luoghi per selezionare dei personaggi vendibili, interpreti compatibili con il mercato. Tutto ciò che richiede tempo per essere compreso, viene eliminato prima ancora di esistere e te lo dicono chiaramente: “questa non è la passerella giusta per te”. Proviamo a pensare ad esempio a un Battiato che si presenta ai provini, con le sue movenze sgraziate e testi che citano derviscî rotanti. Il “giudice” commenterebbe: «Originale, ma l’intonazione è lacunosa, sei imballato sul palco e poi chi sarebbe il tuo pubblico uscito da qui?». Scartato. Poi sale Paolo Conte, entra con la voce di carta vetrata, il pianoforte da bar di Asti e un’Africa immaginaria in un vecchio film in bianco e nero. Gli dicono che non sa cantare, e tecnicamente avrebbero pure ragione, e verrebbe scartato con qualche battuta. In generale, Tenco, De André, Gaber, Battisti, nessuno supererebbe i primi provini, perché nessuno di loro era un cantante nel senso scolastico del termine.

Questi talent misurano l’esecuzione, premiano chi sa fare bene ciò che è già stato fatto, giudicano l’intonazione, l’estensione e null’altro. Il virtuosismo canoro fine a se stesso è la cosa più facile da riconoscere e da applaudire. Al tavolo d’altronde mettono dei soggetti improbabili a valutare. Costoro o valutano le capacità vocali o la vendibilitá commerciale di una proposta.
Il talent show non è dunque un setaccio che lascia passare i migliori. Si seleziona la conformità e la si chiama talento.
Molti ragazzi giovanissimi partecipano a tali programmi e poi scoraggiati mollano tutto. Spiegate a costoro che l’arte non ha mai chiesto il permesso di esistere. Battiato, Conte, De André, Tenco non furono ammessi da nessuna giuria, si imposero con il tempo, con l’ostinazione, con la loro unicità. La loro “imperfezione” era il loro mondo interiore. E oggi un artista emergente dovrebbe non sentirsi all’altezza perché scartato dal giudizio di Paola e Chiara di “Vamos a bailar?”

WI

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