MILAZZO: CHI SARA’ IL PROSSIMO SINDACO? NON FACCIAMO CASTELLI IN ARIA!
di Dario Nostro
Siamo davanti a un cortocircuito clamoroso di incoerenza politica: il partito che un tempo rivendicava con orgoglio il radicamento territoriale e la centralità degli amministratori locali oggi si limita a piantare bandierine dove capita, come capita (dove può, come può). E sia chiaro: in questo post non si mettono in discussione competenze o curriculum di Laura Castelli (per quello, semmai, si rimanderà ad altro). La questione è diversa.
Sarebbe una candidatura calata dall’alto, fredda, estranea. Senza amore, senza pathos, senza quel legame viscerale che dovrebbe animare chi decide di immolarsi in una sfida rappresentativa così importante.
Davvero si pensa di poter proporre agli elettori una candidata a sindaco che Milazzo l’ha vista solo in cartolina? (E che ne ha calpestato il suolo giusto nei comizi improvvisati di Cateno, ça va sans dire).
Al sindaco Pippo Midili si può rimproverare quello che volete. Ogni scelta che fa la fa con coraggio, e il coraggio genera inevitabilmente sostenitori e critici. Gli si può rimproverare tutto, tranne una cosa: di non amare questa città.
Midili ha messo da parte tutto per dedicarsi interamente al mandato. Lo si incontra ogni giorno tra i palazzi e per strada, a Ponente a fare una corsa o al bar a prendere un caffè, sempre tra la sua gente e per la sua gente. Vive Milazzo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e sappiamo per questo che la ama profondamente.
Milazzo merita chi la vive, non chi la visita.
Merita chi ne conosce tutti gli anfratti e le dinamiche più specifiche, chi conosce i suoi cittadini e ogni giorno la predilige, perché ce l’ha naturalmente a cuore e non ha bisogno di fingere un arrangiato interesse.
Se Laura Castelli si candida a Milazzo, allora io mi propongo sindaco di Torino!
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