MILAZZO, chiude la Chiesa di S. Rocco. “Di più non potevamo fare…”
RICEVIAMO LA SEGUENTE LETTERA, CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE E DI APPOSIZIONE FIRMA.
Sul sito fb del dott. Santino Smedili è apparso il seguente avviso: “E dopo la festa di Maria Bambina, la Chiesa di San Rocco chiude. Di più non possiamo fare. Grazie di tutto.”
Il laconico avviso riempie il cuore di tristezza anche di chi, pur non avendo avuto la possibilità di presenziare a tutte le molteplici attività svolte in questi ultimi mesi, successivi alla riapertura, ha potuto averne conoscenza guardando le foto ed i filmati pubblicati.
Siamo noi che dobbiamo ringraziare il dott. Smedili e i suoi collaboratori per l’attività svolta con devozione, amore, passione e alto senso civico.
L’attività di rivitalizzazione di un antico luogo di culto e di un quartiere che nel tempo si è molto spopolato, accolta da numeroso concorso di folla costituiscono la prova che il nostro popolo si sente legato ed è nostalgico delle tradizioni tramandate dai nostri predecessori.
Luigi Celebre
Ringraziamo il caro amico Luigi Celebre, memoria storica della nostra città e testimone di molteplici eventi che hanno caratterizzato la vita quotidiana in ogni suo campo fin dagli anni successivi al dopoguerra, per il suo messaggio. Apprezziamo la sua lettera, e comprendiamo benissimo il suo rammarico. Purtroppo ci sono motivazioni che in tanti conoscono, e che vorremmo evitare di sbandierare su un giornale che, essendo il nostro, potrebbe sembrare di parte e quindi mancare di obiettività. La sola cosa che si sentiamo di portare a conoscenza dei lettori è che l’ultima azione perpetrata ai danni della Chiesa di S. Rocco non è passata inosservata: volendo colpire chi aveva fatto sacrifici per rimetterla in piedi e restituirla alla città ha finito per colpire un pezzo di storia della città, patrimonio di tutti e non certo dei pochi volenterosi che hanno sposato una causa nobile con altruismo. Ora siamo in attesa delle decisioni della Sovrintendenza che dovrà stabilire se riportare la chiesa allo stato anteriore ai lavori iniziati per evitare ulteriori danni ed eliminare il pericolo di crollo per le infiltrazioni di acqua piovana (e quindi scrostare tutto l’intonaco che è stato messo a protezione e che, logicamente, è di COLORE BIANCO, CONDANNANDOLA AL CROLLO), o riconoscere la validità di quanto eseguito, fra l’altro autorizzato dalla stessa amministrazione comunale intervenuta a lavori ultimati per denunciare quanto fatto poichè NON ERA STATA INFORMATA LA SOVRINTENDENZA e intimare la demolizione!
Preferiamo fermarci qui… Anche di questo il gruppo numerosissimo della CHIESA DI SAN ROCCO terrà conto al momento opportuno…
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