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MILAZZO, RICORDI DELLA FESTA DI SANTO STEFANO: LA CORSA NEI SACCHI

corsa-nei-sacchi MILAZZO, RICORDI DELLA FESTA DI SANTO STEFANO: LA CORSA NEI SACCHICONTINUIAMO CON I NOSTRI RICORDI DELLA FESTA DEL SANTO PATRONO, S. STEFANO.

UN GIOCO DISPUTATO UN PAIO DI VOLTE MA CHE RISCUOTEVA MOLTO SUCCESSO ERA LA CORSA NEI SACCHI. Ricordo che un anno partecipai anche io, ma nonostante mi sentissi preparato poichè mi allenavo nell’atletica leggera, avevo solo 14 anni e non vinsi:  una cosa era l’atletica, molto diversa era la corsa nei sacchi, che abbinava alle doti sportive anche una naturale predisposizone ad improvvisare i salti ben cadenzati e ritmati dalla partenza al traguardo, ed alla quale partecipavano persone (non si può parlare di concorrenti!) più grandi.

bancarelle-festa-s-stefano MILAZZO, RICORDI DELLA FESTA DI SANTO STEFANO: LA CORSA NEI SACCHI

La corsa nei sacchi da tempo è ritenuta una disciplina povera, disputata solo per far ridere il pubblico: così infatti era ritenuta anche alla festa di S. Stefano. Però tanta era la voglia di competere in qualcosa di più abbordabile, sicchè le partecipazioni fioccavano solo per garantire il divertimento. Si esauriva in pochi minuti, a dispetto del tempo necessario per le iscrizioni, la preparazione, le false partenze. E siccome venivano messi in palio anche soldi per i migliori classificati, segno di un’opulenza venuta meno con il passare degli anni, i partecipanti erano tanti, anche se l’abilità a saltare infilati in un sacco la possedevano in pochi; e proprio per questo erano più le cadute e le squalifiche che i concorrenti arrivati al traguardo! La premiazione della gara non avveniva sul posto, ma al Comune, nei giorni successivi, dopo la fine dei festeggiamenti.

Pino Ragusi, che mi ha raccontato questa vicenda che merita la pubblicazione sul nostro giornale ed un posto nei nostri ricordi, fu fra i migliori classificati assieme al suo amico Carmelo Micale, e proprio al comune, sempre assieme a Carmelo, andò per ritirare il premio per la sua prestazione: mille lire. La cifra faceva gola, e non si sapeva nemmeno come spenderla. Quando i due amici, incassata la somma, uscirono con le due banconote in mano, girandole e rigirandole, ammirandole e visibilmente soddisfatti, li incrociò Leandro, che passava con la sua inseparabile bici proprio davanti al comune.

Li osservò con meraviglia; anzi, attratto dalle duemila lire che tenevano strette fra le mani, chiese da dove provenissero.

“Ce li ha dati il comune!”, fu l’immediata risposta di Pino, senza spiegare la motivazione. Carmelo aggiunse, certo che Leandro ci sarebbe cascato in pieno: “Danno mille lire a tutti i ragazzi spasolati. Non sei spasolato anche tu?”.

Il termine dialettale “spasolato” sta per squattrinato, proprio come lo erano tanti ragazzi in quegli anni. Alla insolita domanda Leandro, che guardava incredulo i due, sobbalzò, e non esitò a riconoscere quella sua triste qualità: “Certo che sono spasolato anch’io…” fu la triste conferma. “I soldi li devo chiedere a mio padre…”.

“E allora perché non vai anche tu a chiederli? Noi siamo andati a dirlo e ce li hanno dati. Devi solo dire che sei un ragazzo spasolato! Dai, noi aspettiamo qui. Entra …”.

Nemmeno il tempo di far finire il discorso che Leandro chiuse la propria bicicletta, la posò accanto ad una delle palme davanti al comune e divorò le scale che portavano  al piano superiore. Entrò quindi nella prima stanza, ed all’impiegato, che gli chiese cosa desiderasse, affermò con convinzione:

“Sono un ragazzo spasolato!”.

“E ‘i mia chi vò?” replicò l’impiegato.

Pensando di avere sbagliato stanza, riformulò la domanda: “Le ho detto che io sono un ragazzo spasolato! Non è qui che date mille lire ad ogni ragazzo spasolato?”.

Il resto del dialogo non lo sappiamo. Sappiamo solo che fuori, davanti al Comune, Pino e Carmelo lo aspettavano piegati in due per le risate. La cosa più probabile è che l’impiegato lo avesse mandato a quel paese. Leandro ci restò male, già pregustava di entrare in possesso di un insperato colpo di fortuna. Non se la prese con i due amici, meditando la sua rivincita…

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