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NOZZE D’ORO PER PINO E IOLANDA. AUGURI!

CINQUANT’ANNI sono tanti, e fa piacere festeggiarli, anche stando dietro un computer, con coloro che conosci da… più di cinquant’anni!

Oggi tocca a Pino e Iolanda…

PINO SOLDINO e IOLANDA CAMBRIA MAISANO si sono sposati proprio cinquant’anni fa, e dal loro matrimonio sono nati tre figli, che a loro volta hanno generato quattro nipoti.

Era il primo del nostro gruppo, quello della Nino Romano, che convolava a nozze: Pino SOLDINO, classe 1951, era un buon velocista, ma poi fu attratto dalla passione per il calcio. Da anni aveva smesso di praticare la velocità, preferendo cimentarsi in ciò che riteneva più congeniale per lui: le uscite alte sopra gli avversari, i tuffi per impossessarsi del pallone, le finte per mandare fuori tempo gli attaccanti. Provavamo invidia per quel ragazzone che indossava la maglietta con il numero 1, e che non faceva più parte del nostro gruppo, con il quale avevamo fatto trasferte vicine e lontane. Iolanda CAMBRIA MAISANO era invece “una della Sena”! Abitava allora, con i genitori, i fratelli, le sorelle, in Vico Spina, e non si curava, nonostante la sua giovanissima età, di giocare con noi: spesso con i giochi che facevamo noi maschietti, anziché preferire le bambole che, in verità, ce n’erano ben poche verso la fine degli anni 50 e i primi anni 60.

Ricordo che allora ci meravigliammo per questo matrimonio: la causa fu la giovane età degli sposi! Infatti era impensabile che “due di noi” decidessero di giungere all’altare, ma poi ce ne facemmo una ragione. Infatti il “portiere” aveva trovato un’occupazione stabile, ed in quegli anni il posto fisso era un valido motivo per convolare a nozze.

Non avevano sbagliato quei due giovani, che dopo la cerimonia celebrata nella chiesa di San Papino ricevettero parenti ed amici al Tono, al ristorante che ancora qualcuno ricorda, IL PASSERO.

Questo succedeva cinquant’anni fa! E’ di oggi il ritorno in chiesa, questa volta al Ciantro, nella chiesa della Trasfigurazione. Alla vigilia di primavera, a pochi giorni dalla Santa Pasqua Pino e Iolanda si sono ripresentati in chiesa per fare benedire le loro fedi e ripetere le frasi dette molti anni prima, assieme alla loro promessa d’amore.

Sì, mancava qualcuno, fra quelli che quel giorno del 1974 era orgoglioso e presente, magari asciugandosi qualche lacrima di commozione; al loro posto c’erano quelli venuti dopo, nel corso di questi cinquant’anni. Purtroppo è così. Fa parte dei corsi e ricorsi, amici miei. E dalla foto che mi avete mandato, dai vostri volti tirati e seri, ho ragione di pensare che anche voi avete vissuto qualche istante di commozione pensando a ciò che è successo ieri, e a ciò che vi siete regalati in questi cinquant’anni di unione.

Che Dio vi benedica, amici miei, e vi doni tanti ma tanti anni ancora di felicità…

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